Medicinali omeopatici in ginecologia. In crescita l'utilizzo tra le donne italiane. Soddisfazione: 78%. Fiducia: 91% - Vanda Omeopatici
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Medicinali omeopatici in ginecologia. In crescita l’utilizzo tra le donne italiane. Soddisfazione: 78%. Fiducia: 91%
Medicinali omeopatici in ginecologia. In crescita l’utilizzo tra le donne italiane. Soddisfazione: 78%. Fiducia: 91%

Medicinali omeopatici in ginecologia. In crescita l’utilizzo tra le donne italiane. Soddisfazione: 78%. Fiducia: 91%

La fiducia degli italiani nei confronti dei medicinali omeopatici è in crescita, soprattutto grazie al passaparola. Come si comporta, nello specifico, la popolazione femminile? Oltre il 70% delle donne ha avuto un’esperienza positiva con l’omeopatia, il 78% del campione si è dichiarato molto soddisfatto; il 91% è la fiducia delle donne italiane nei confronti dell’utilizzo dell’approccio omeopatico per il trattamento dei problemi della sfera ginecologica. Tuttavia, nonostante l’utilizzo diffuso dei medicinali omeopatici, meno di una donna su cinque si ritiene informata in maniera adeguata sul tema. Questi alcuni dei risultati della ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) su un campione di 1.000 donne, di età compresa tra i 25 e 54 anni, con l’obiettivo di esplorarne il loro rapporto.

“La grande richiesta di informazioni giunta a O.N.Da sui medicinali omeopatici ci ha portato a condurre un’indagine conoscitiva sull’atteggiamento delle donne italiane nei confronti dell’omeopatia. L’indagine condotta su un campione nazionale di 1000 donne ‐ sottolinea Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da ‐ illustra come le donne italiane che acquistano medicinali omeopatici, considerati essenzialmente prodotti naturali, lo facciano principalmente per se stesse e su consiglio di una figura medica o del farmacista. Il 65% delle intervistate si dichiara d’accordo in merito all’ancora troppo scarso riconoscimento dell’omeopatia, mentre il 37% considera problematica l’assenza del foglietto illustrativo nella confezione, che ne favorirebbe un più facile ed efficace utilizzo.

I medicinali omeopatici – aggiunge Francesca Merzagora ‐ sono percepiti come un’opportunità terapeutica nel trattamento di numerose patologie quali influenza, disturbi del sonno e allergie stagionali. Sotto la spinta di tale percezione l’integrazione fra omeopatia e allopatia si sta rafforzando anche in altri ambiti. È il caso per esempio dell’oncologia, dove i preparati omeopatici sono utilizzati a supporto nel mitigare gli effetti collaterali delle cure antitumorali e aiutare a migliorare la qualità di vita del paziente.”

Ginecologia e rimedi omeopatici (infografica)

“L’omeopatia – afferma Stefania Piloni, Medico specialista in Ginecologia e Ostetricia e docente di Medicina Complementare, Omeopatia e Fitoterapia presso l’Università di Milano ‐ è un metodo diagnostico e terapeutico basato sulla ‘Legge dei Simili’, che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze in diluizione che, somministrate in dose ponderale (concentrate) a una persona sana, riprodurrebbero i sintomi caratteristici del suo stato patologico. Il concetto è ben espresso dalla frase latina ‘Similia similibus curentur’, ossia il simile cura il simile: una sostanza che a dose concentrata provoca alcuni sintomi potrà, a dose molto diluita, curarli. Il compito del medico omeopata – continua la Dott. ssa Piloni ‐ è cercare quel rimedio che normalmente, in un individuo sano, provocherebbe una malattia analoga a quella che il suo paziente mostra. Per individuare il livello di analogia il medico compie una raccolta di dati molto dettagliata, che parte dalla classica anamnesi medica e poi si allarga per definire il temperamento del paziente, il suo grado di reattività alla patologia, la sua emotività, l’atteggiamento. Per questo possiamo affermare che i medicinali omeopatici sono declinati alle persone e alle loro patologie anziché unicamente alla patologia stessa. ‘Medicina del racconto’ è una frase ben dedicata all’omeopatia, una medicina estremamente dedicata all’ascolto del paziente, che spesso stabilisce un’alleanza terapeutica molto forte fra il medico curante e il malato”.