Microimmunoterapia e l'evoluzione della ricerca omeopatica - Vanda Omeopatici
Cutting edge research in homeopathy 728×90
Microimmunoterapia e l’evoluzione della ricerca omeopatica
Microimmunoterapia e l’evoluzione della ricerca omeopatica

Microimmunoterapia e l’evoluzione della ricerca omeopatica

Microimmunoterapia e immunologia

Da alcuni anni si studia l’azione delle sostanze, formate per reazione immunologica (immunoglobuline, interleuchine, interferoni, tumor necrosis factor) sul corpo umano. Ma la maggior parte di queste molecole è tanto attiva in somministrazione ponderale da poter provocare gravi reazioni tossiche. E questo il motivo per cui l’uso di queste molecole non è ancora largamente diffuso in medicina allopatica.

L’omeopatia attualmente usa alcune delle più recenti tecniche immunomodulanti. Infatti, alcuni farmaci, gli immunomodulatori, diluite in dosi infinitesimali, sono in grado di influenzare il sistema immunitario.

Il sistema immunitario è composto essenzialmente da:

  • organi che forniscono cellule (timo, midollo osseo …);
  • organi dove si trovano le cellule (linfoghiandole, milza …);
  • parecchi tipi di cellule che hanno la proprietà di circolare (macrofagi, linfociti …);
  • sostanze diluite che servono sia alla comunicazione fra le cellule, che all’eliminazione
    delle sostanze nefaste (Interferone, Interleuchina 2, …).

Alcune cellule, in particolare linfociti, possono riconoscere le strutture molecolari denominate antigeni. Questa identificazione provoca una reazione a catena fra le diverse cellule immunitarie specializzate, che produco anticorpi, e/o cellule citotossiche, che sono in grado di distruggere l’antigene interessato

L’immunoterapia classica, che prescrive citochine in quantità ponderale, sfortunatamente provoca numerosi effetti secondari. Inoltre queste preparazioni sono difficili da usare, date le numerose interazioni con altre funzioni immunitarie nell’organismo, come i monoliti, i linfociti ausiliari T4, i linfociti citotossici T8, i linfociti B e molti altri.

 

microimmunoterapia immunovanda. la microimmunoterapia nasce con la linea dei prodotti immunovanda

Microimmunoterapia omeopatica: Progetto “Immujen”

Per fortuna esiste una variante di questo eccessivamente aggressivo tipo di immunoterapia: l’immunoterapia a dosi infinitesimali. Questa terapia è stata messa a punto da due medici belgi, i dottori: M. Jeanaer e B. Marichal. All’inizio degli anni ’70 il DR M. Jenaer constatò per caso l’influenza positiva esercitata su delle persone immunologicamente labili con la somministrazione di DNA e RNAin diluizione omeopatica.

Con l’aiuto del DR. Marishal studiò studio l’immunologia più evoluta e somministrò delle diluizioni omeopatiche di varie sostanze bioterapeutiche ai suoi pazienti sofferenti di disturbi immunologici. Queste ricerche sono state effettuate per anni nella pratica quotidiana sotto il nome di “progetto Immujem” e hanno permesso loro di creare una serie di formule per il trattamento di una ventina di affezioni immunologiche.

All’inizio si trattava di DNA e RNA diluiti omeopaticamente. Più tardi questi prodotti furono completati da citochine e prodotti bioterapeutici prodotti in modo omeopatico.

Nel corso degli studi del Dr. Jenaer, è stato constatato un parallelismo a livello immunitario fra pazienti cancerosi e coloro che soffrono di gravi malattie virali: in entrambi i casi c’è immunodeficienza, cosa che d’altra parte è confermata dall’immunologia classica.

  • in caso di cancro, l’organismo ha lasciato passare – dal punto di vista immunitario – una serie di cellule maligne che normalmente vengono distrutte. Un organismo sano produce ogni giorno centinaia di cellule maligne che sono automaticamente distrutte; in caso di cancro, non vengono distrutte, diventano indipendenti e proliferano in modo incontrollato.
  • in caso di malattie virali si nota un abbassamento delle difese immunitarie che permette al virus di moltiplicarsi senza provocare la normale controreazione dell’organismo.

Dagli studi Immujem è nata la linea Immunovanda, una gamma di farmaci per terapie immunomodulanti. Questi farmaci hanno un effetto direttamente immunomodulante nei seguenti casi:
malattie autoimmuni (poliartrite evolutiva cronica, tiroidite etc); epatite, mononucleosi (Epstein Barr Virus), malattie virali gravi, sclerosi a placche, invecchiamento precoce, herpes, fatica cronica etc…

Dato che le tecniche usate fanno ricorso sia all’allopatia che all’omeopatia e hanno un approccio piuttosto isoterapico, la preparazione dei farmaci viene fatta seguendo scrupolosamente i principi omeopatici; l’immunoterapia a dosi infinitesimali deve la sua efficacia all’uso di tutta una serie di citochine, delle quali la medicina classica non è ancora in grado di padroneggiare gli effetti secondari. I prodotti sono preparati secondo la farmacopea omeopatica. Come indica la denominazione “infinitesimale”, i farmaci vengono somministrati a piccole dosi per via perlinguale, dato che le mucose orali sono permeabili a numerose sostanze.

Tratto da: “Immunomodulazione, l’evoluzione della ricerca omeopatica”, D. Mejer, Ipsa Editore