Fattori neurotrofici e sindrome metabolica - Vanda Omeopatici
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Fattori neurotrofici e sindrome metabolica
Fattori neurotrofici e sindrome metabolica

Fattori neurotrofici e sindrome metabolica

NGF e Sindrome Metabolica un nuovo asse cervello-pancia: fattori neurotrofici e sindrome metabolica

Il campo delle neurotrofine, in particolar modo dell’NGF (Nerve Growth Factor), ha mostrato negli ultimi anni un gran numero di svolte e di novità. E’ stato evidenziato che l’NGF, ed anche il BDNF (Brain Derived Neurotrophic Factor), sono mediatori di molteplici fenomeni biologici. Oltre alla loro azione stimolatoria sulla differenziazione e sopravvivenza neuronale, le neurotrofine, fra cui soprattutto l’NGF, migliorano il metabolismo del glucosio e dei lipidi oltre al controllo del bilancio energetico e del comportamento alimentare.

Queste attività sono definite come potenziale metabotrofico delle neurotrofine. E’ stato da tempo riportato che i livelli circolanti e tissutali di NGF e BDNF sono diminuiti nelle malattie cardiometaboliche quali la sindrome metabolica, le sindromi coronariche acute, l’obesità, il diabete tipo 2, l’aterosclerosi e il diabete tipo 3 (“Diabete del Cervello” >> Patologie Neurodegenerative) . Tutti questi dati messi insieme confermano l’ipotesi che un deficit metabotrofico dovuto alla riduzione della disponibilità di NGF e BDNF e/o alla loro utilizzazione, sia implicato nella patogenesi delle malattie cardiometaboliche.

Il tessuto adiposo, che svariati anni fa si credeva essere solo un tessuto di riserva e di isolamento, ha dimostrato invece di essere il più grande organo endocrino e paracrino del corpo. La scienza ha perciò aperto nuovi capitoli di ricerca su di esso definiti Adiposcienze di cui fa parte l’Adipobiologia.

Il tessuto adiposo, tanto quello bianco che quello bruno, produce molteplici proteine di segnale, collettivamente definite adipochine, che al momento sono stimate essere circa un centinaio. Fra queste si è visto che anche le neurotrofine NGF e BDNF possono derivare dal tessuto adiposo. Soprattutto si è appurata una loro variazione durante lo stress e il diabete 1 sperimentali provocati in animali da esperimento. Ciò suggerisce che entrambi i potenziali neurotrofici e metabotrofici di NGF e BDNF sono coinvolti nei meccanismi molecolari dello stress e del diabete e, quindi, nella patogenesi delle malattie cardiometaboliche.

Dato che l’NGF e il BDNF esercitano vari e etti sinaptotro ci coinvolti nel miglioramento cognitivo, queste acquisizioni potrebbero anche dare una spiegazione alle correlazioni esistenti con i disturbi del comportamento alimentare tipo anoressia e bulimia nervose.

Altri dati che dimostrano il coinvolgimento dei fattori neurotrofici nei disturbi del metabolismo, sono quelli che riguardano la neuropatia periferica diabetica. Tale problematica, dovuta all’alterazione delle cellule di Schwann in corso di diabete, è la conseguenza della sofferenza di queste ultime causata da una diminuzione dei fattori neurotrofici (NGF e NT3) nei pazienti diabetici.

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