{"id":1862,"date":"2014-11-13T17:28:59","date_gmt":"2014-11-13T15:28:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vandaomeopatici.it\/it\/?p=1862"},"modified":"2023-06-15T15:18:26","modified_gmt":"2023-06-15T13:18:26","slug":"microimmunoterapia-omeopatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vandaomeopatici.it\/it\/microimmunoterapia-omeopatica\/","title":{"rendered":"Microimmunoterapia Omeopatica"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 32px;\">Microimmunoterapia Omeopatica:\u00a0Principi teorici<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La microimmunoterapia omeopatica \u00e8 figlia dell&#8217;omeopatia. La medicina omeopatica \u00e8 un metodo diagnostico, clinico e terapeutico basato sulla legge dei simili formulato da S. Hahnemann. L\u2019omeopatia si articola su tre principi fondamentali:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">LA LEGGE DEI SIMILI<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">LA SPERIMENTAZIONE PURA<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">IL FARMACO DILUITO E DINAMIZZATO.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La LEGGE DEI SIMILI<\/strong> (<strong>similia similibus curentur<\/strong>) afferma che condizione necessaria e sufficiente per curare un malato \u00e8 somministrargli una sostanza che nell\u2019uomo sano riproduca sintomi simili a quelli rilevati nel malato. Pertanto una sostanza capace di indurre una serie di sintomi in un organismo sano sarebbe in grado di curare quegli stessi sintomi presentati da un soggetto malato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La SPERIMENTAZIONE PURA<\/strong> consiste nella somministrazione a soggetti sani di sostanze che verranno poi somministrate a scopi terapeutici ai soggetti malati.\u00a0La farmacologia omeopatica \u00e8 costituita da una serie di medicinali sperimentati sull\u2019uomo sano tratti dal regno animale, minerale, vegetale e di sintesi. I sintomi clinici registrati nel corso di sperimentazioni su soggetti sani prendono il nome di \u201c<strong>patogenesi<\/strong>\u201d e vengono raccolti nelle <strong>materie mediche<\/strong>, registri compilativi che raccolgono tutti i sintomi riferiti dagli sperimentatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La MICRODOSE TERAPEUTICA OMEOPATICA<\/strong> \u00e8 il risultato di due procedimenti in alternanza: la diluizione, di natura chimica, e la dinamizzazione, di natura fisica. La diluizione indica il grado progressivo di deconcentrazione di una sostanza ponderale, che viene gradualmente disciolta in un solvente idro-alcoolico; al solvente viene trasferita una parte contenuta nel soluto stesso (processo chimico). La dinamizzazione indica il grado progressivo di acquisizione energetica raggiunto dalla diluizione mediante un certo numero (da 10 a 100) di scosse energetiche o succussioni (processo fisico). L\u2019<strong>omeopatia \u00e8 storicamente un metodo sperimentale in quanto si fonda sulla ricerca e sull\u2019applicazione degli effetti dei farmaci sperimentati sull\u2019uomo sano<\/strong>. \u00c9 una terapia AD PERSONAM che propone, per una stessa condizione nosologica, un farmaco per ogni paziente, prescritto relativamente al suo modo di ammalarsi, diverso da quello di un altro paziente (individualit\u00e0 morbosa e individualit\u00e0 medicamentosa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso sempre crescente dell\u2019omeopatia e i risultati ottenuti hanno sollevato l\u2019esigenza sempre maggiore di dimostrarne scientificamente l\u2019efficacia e comprenderne il meccanismo d\u2019azione che la sostiene. Tuttavia fin dagli iniziali e pionieristici esordi l\u2019omeopatia ha subito accese critiche ed enormi scetticismi da parte del mondo accademico che ha sempre screditato l\u2019uso di una terapia che si\u00a0basasse su farmaci, la cui concentrazione, essendo infinitesimale (anche oltre il numero di Avogadro), non era razionalmente in grado di esercitare effetti terapeutici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 possibile infatti che un farmaco quasi scomparso o del tutto scomparso all\u2019interno di una diluizione possa suscitare effetti terapeutici che non siano placebo? Molti studi, inizialmente condotti per smascherare e screditare l\u2019omeopatia, hanno per\u00f2 evidenziato nelle successive meta-analisi risultati sorprendentemente a favore. I risultati ottenuti nei molteplici trials clinici suggeriscono che l\u2019effetto dell\u2019omeopatia non sia sovrapponibile al placebo e che pertanto possa essere efficace, e quindi proponibile, come metodo terapeutico. (<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC1874503\/\">Linde K, et al. Lancet 1997, Cucherat M et al, Eur. J. Clin. Pharmacol 2000).<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono state condotte svariate ricerche sperimentali al fine di svelare l\u2019intimo meccanismo di azione delle dosi infinitesimali omeopatiche, modernamente denominabili ultra low-doses (Elia 2000, <a href=\"http:\/\/www.worldscientific.com\/doi\/abs\/10.1142\/S0217979295000744\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Del Giudice e Preparata 2000<\/a>). Sono stati utilizzati modelli sperimentali sia biochimici che biofisici, ma non si \u00e8 ancora giunti ad una completa chiarezza e a conclusioni pienamente soddisfacenti tali da permettere di conferire al rimedio omeopatico la patente di farmaco. Esistono molto probabilmente reali difficolt\u00e0 ad adattare l\u2019omeopatia ai protocolli della ricerca scientifica ufficiale, e nel contempo non \u00e8 stato ancora individuato un reale metodo di verifica sperimentale \u201calternativo\u201d, adattabile cio\u00e8 all\u2019omeopatia. Rimane tuttavia una fiducia sul potere terapeutico del \u201cfarmaco\u201d omeopatico confermata e derivata dai risultati clinici. La mole di ricerche effettuate anche da medici non omeopati, pur avendo riscontrato risultati positivi, non ha mai avuto la giusta rilevanza all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica. Ci si auspica che ulteriori contributi sperimentali permettano all\u2019omeopatia di entrare a far parte della medicina dell\u2019evidenza.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h1><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia omeopatica: un anello che lega omeopatia e immunologia<\/span><\/h1>\n<p>Apparentemente nulla sembra legare l\u2019immunologia, scienza che analizza i fenomeni dell\u2019immunit\u00e0 fondati sulla discriminazione del SELF e del NON SELF , e l\u2019omeopatia, metodo terapeutico caratterizzato essenzialmente dalla legge dei simili.<\/p>\n<p>Ad un esame pi\u00f9 approfondito per\u00f2 si nota che <strong>entrambe queste discipline non solo si basano sulle capacit\u00e0 reattive dell\u2019organismo, il cui epicentro risiede con molta probabilit\u00e0 nel NETWORK del sistema immunitario, ma che entrambe agiscono e reagiscono con il\u201clinguaggio\u201d dell\u2019infinitesimale<\/strong>.<\/p>\n<p>Le sostanze prodotte dalle cellule in corso di risposta immunitaria vengono utilizzate dal sistema immunitario nell\u2019ordine di quantit\u00e0 ponderali molto piccole, comprese tra la nanomole (1&#215;10-9) e fentomole (1&#215;10-15).<\/p>\n<p>Il sistema immunitario \u00e8 capace di rispondere a stimoli molto deboli. Infatti le concentrazioni di antigene capaci di scatenare una risposta anticorpale sono dell\u2019ordine di 0.1 nanogrammi (1&#215;10-9 g). Numerose ricerche scientifiche dimostrano come rimedi omeopatici, somministrati sia in vivo che in vitro, siano in grado di modificare il PATTERN IMMUNOLOGICO aumentando, per esempio, la\u00a0percentuale di linfociti e di mediatori peptidici dell\u2019immunit\u00e0 (<strong>Bildet 1975, Wagner 1986, Boiron 1990, Doutremepuich 1993, Sainte-Laudy., Belon 1997, Crocnan 2000, Schmol e Weiser 2001<\/strong>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019immunologia potrebbe quindi fornire preziosi spunti per spiegare il meccanismo d\u2019azione dell\u2019omeopatia, considerato che se le reazioni immunitarie agiscono nell\u2019ordine dell\u2019infinitesimale, anche farmaci in diluizione omeopatica potrebbero stimolare e influenzare l\u2019organismo in generale e il sistema immunitario in particolare.<\/p>\n<p>L\u2019omeopatia potrebbe invece essere di supporto all\u2019immunologia stimolando in dosi non nocive risposte biologiche naturali proprie dell\u2019organismo, senza dover ricorrere a farmaci in dose ponderale che, nella maggior parte dei casi, pur dimostrando un effetto terapeutico valido, possono determinare effetti collaterali dannosi.<\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia omeopatica:\u00a0Principi teorici<\/span><\/h1>\n<p>Il progresso e l\u2019evoluzione in ambito scientifico hanno permesso un\u2019approfondita conoscenza dei meccanismi d\u2019azione delle sostanze formate per reazione immunologica (immunoglobuline, interleuchine, interferoni).\u00a0La medicina tradizionale utilizza la maggior parte di questi mediatori come immunomodulatori in dose ponderale in alcune patologie caratterizzate da dis- immunit\u00e0. (Immunoterapia tradizionale).<\/p>\n<p>Anche l\u2019omeopatia ha subito negli ultimi anni una rilevante evoluzione sia teorica che pratica. Sulla scia dell\u2019ultramolecolare omeopatico sono sorte molte altre discipline definite bioterapiche che, riallacciandosi alle piccole dosi e alla legge di similitudine, propongono un approccio naturale nella cura delle patologie, utilizzando principi attivi innovativi scoperti recentemente, preparati ed utilizzati per\u00f2 secondo le regole della metodologia omeopatica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IMMUNOTERAPIA DI TIPO OMEOPATICA (microimmunoterapia omeopatica), illustre branca della bioterapia, utilizza, in dose diluita e dinamizzata, le stesse sostanze immuno-modulatrici (citochine, interferone, immunoglobuline) che l\u2019organismo umano produce nei processi fisiologici e fisiopatologici. Studi sperimentali condotti in vitro confermano come i mediatori chimici dell\u2019immunit\u00e0 possono agire in qualit\u00e0 di farmaci quando vengono diluiti e dinamizzati (Benveniste 1988, Hadij 1991, Sainte-Laudy 1997, Bellavite 1993, Carmine 1996).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019immunoterapia di tipo omeopatico (microimmunoterapia omeopatica) segue pertanto in maniera rigorosa l\u2019evoluzione delle conoscenze in medicina e in biologia, avvicinando sempre pi\u00f9 il punto di incontro tra allopatia (scienza medica ufficiale) e omeopatia rappresentando quindi un\u2019occasione di dialogo tra due realt\u00e0 ancora ingiustamente contrapposte. L\u2019allopatia, infatti, attinge tutto il sapere recente che viene dalla ricerca biologica e immunologica mentre l\u2019omeopatia fa un uso\u00a0intelligente e innovativo dei principi e metodi della diluizione e succussione, fornendo sempre pi\u00f9 risposte adeguate verso chi soffre.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u00c9 ben noto che l\u2019utilizzo in dose ponderale da parte dell\u2019immunoterapia classica di agenti che favoriscono la risposta immunitaria (interleuchine, interferone) non sia scevro da effetti collaterali anche gravi a tal punto da limitarne la reale diffusione. L\u2019immunoterapia omeopatica, utilizzando le stesse sostanze dell\u2019immunoterapia classica, ma a dose infinitesimale, dovrebbe considerarsi una variante non aggressiva dell\u2019immunoterapia tradizionale, o pi\u00f9 semplicemente, una <strong>terapia immunitaria a dosi non tossiche<\/strong>. Dosi diluite e dinamizzate di IFN, per esempio, somministrate a ratti per via intraperitoneale, provocano un aumento della risposta immunitaria umorale e cellulare efficaci, ma a dosi tollerabili (<strong>Bastide M., Int J Immunother, 1987, vol III, n 3<\/strong>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia omeopatica: analogia chimica e similitudine hahnemaniana <\/span><\/strong><\/h1>\n<p>L\u2019immunoterapia omeopatica (microimmunoterapia omeopatica), \u00a0deve comunque essere intesa come una bioterapia nel senso che <strong>obbedisce alle regole dell\u2019analogia chimica e non della similitudine hahnemaniana, mantenendo per\u00f2 i principi farmacologici della diluizione e della dinamizzazione omeopatica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli immunoterapici di tipo omeopatico sono infatti sostanze simili a quelle endogene dell\u2019uomo; pertanto la similitudine \u00e8 su base biologica (l\u2019organo sano cura l\u2019organo malato) ed \u00e8 il principio di analogia chimica che regola il razionale impiego di sostanze che la natura stessa utilizza nei processi fisiologici e fisiopatologici. Dal punto di vista terapeutico vengono infatti utilizzate le stesse diluizioni dinamizzate con i relativi gradi di potenza dei rimedi omeopatici<\/strong>.<\/p>\n<p>I principi teorico-pratici della prescrizione degli immunoterapici omeopatici sono gli stessi adottati in ambito omeopatico. La prescrizione della potenza seguir\u00e0 la regola cosiddetta trifasica adottata anche in organoterapia:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>BASSE DILUIZIONI (3CH,4CH,5CH): ATTIVIT\u00c0 DI STIMOLO <\/strong><\/li>\n<li><strong>MEDIEDILUIZIONI(6CH,7CH): ATTIVIT\u00c0 REGOLATRICE<\/strong><\/li>\n<li>&gt;<strong>ALTE DILUIZIONI (9CH, 15CH, 17CH, 23CH, 30CH, 200CH):\u00a0ATTIVIT\u00c0 FRENANTE &#8211; INIBENTE<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Pertanto l\u2019utilizzo di elevate diluizioni \u201cfrener\u00e0\u201d il sistema immunitario, basse diluizioni lo \u201cstimoler\u00e0\u201d, medie diluizioni lo \u201cmoduler\u00e0\u201d.<\/p>\n<div class=\"issuuembed\" style=\"width: 525px; height: 742px;\" data-configid=\"5756478\/12093645\"><\/div>\n<p><script src=\"\/\/e.issuu.com\/embed.js\" async=\"true\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia Omeopatica: regolazione immunitaria<\/span><\/strong><\/h1>\n<p>La MICROIMMUNOTERAPIA omeopatica, elaborata dal <strong>dott. Maurice Jenaer e dal dott. Bernard Marichal<\/strong> nel corso degli ultimi trenta anni, ha lo scopo di riequilibrare il sistema immunitario non in equilibrio utilizzando frammenti di DNA e RNA, sostanze formate per reazione immunologica normalmente presenti nell\u2019organismo e principi attivi immunoregolatori (bioterapici, allopatici omeopatizzati). Le suddette sostanze sono sottoposte a diluizione e a dinamizzazione secondo i canoni di preparazione previsti dall\u2019omeopatia classica. <strong>Possiamo quindi considerare la microimmunoterapia un\u2019immunoterapia\u00a0omeopatica \u201cpi\u00f9 ampia\u201d, dove all\u2019equilibrio del sistema immunitario concorrono sia sostanze endogene che principi attivi esogeni, entrambi rigorosamente omeopatizzati<\/strong>.<\/p>\n<p>Jenaer e Marichal constatarono, inizialmente, che la somministrazione in soggetti immunologicamente labili di frammenti diluiti e dinamizzati di DNA e RNA esercitava un\u2019influenza positiva. I primi studi di microimmunoterapia furono condotti in campo oncologico, ambito in cui i due autori osservarono che frammenti di DNA ed RNA diluiti e dinamizzati erano in grado di promuovere un effetto anti-oncogenico. L\u2019uso degli acidi nucleici diluiti e dinamizzati era inoltre supportata da un\u2019ipotesi sostenuta nei lavori scientifici condotti da Beljanski (1990).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Gli oncogeni sono geni la cui deregolarizzazione determina o contribuisce alla trasformazione neoplastica delle cellule. Nelle cellule tumorali gli oncogeni in genere differiscono rispetto agli analoghi geni della cellula normale perch\u00e8 amplificati dalla loro trascrizione e perch\u00e9 mutati. Beljanski afferma che la differenza fondamentale tra l\u2019attivit\u00e0 di un oncogene e quella di un gene normale consiste nella frequenza di riproduzione. Durante tale processo la catena di DNA deve aprirsi per permettere ad un enzima, l\u2019RNA polimerasi, di leggerne un frammento per farne un RNA messaggero, che \u00e8 la prima tappa nell\u2019elaborazione della proteina codificata dal gene in questione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riproduzione intensivamente ripetuta significa costante apertura della catena e ci\u00f2 favorisce la fissazione, all\u2019interno della catena di DNA, di prodotti destabilizzanti. Tali prodotti destabilizzanti si fissano all\u2019interno della catena di DNA (pesticidi, coloranti, antibiotici, ormoni, peptici, acidi nucleici stessi etc).<\/p>\n<p>Se a dosi elevate DNA ed RNA provenienti dall\u2019organismo possono destabilizzare la catena del DNA, viceversa DNA-RNA diluiti e dinamizzati, potrebbero promuovere un processo di ristabilizzazione sulle sequenze di DNA ed RNA alterati. Le dosi infinitesimali (dose biologica) di DNA e RNA attiverebbero pertanto i meccanismi di regolazione della espressione genica che sono destabilizzati in particolari momenti. Beljanski ha inoltre messo in evidenza l\u2019efficacia di piccoli frammenti di RNA in qualit\u00e0 di molecole chiavistello sul DNA rilassato (destabilizzazione dei doppi legami di idrogeno) estratto da parecchi tumori di diversa specie (Empedocle n.1-1988).<\/p>\n<p>Successivamente ai lavori svolti sul DNA-RNA diluiti e dinamizzati, Marichal e Jenaer hanno effettuato una serie di ricerche, nel corso della quale sono state testate una serie di diluizioni omeopatiche di sostanze quali citochine, prodotti bioterapeutici e allopatici omeopatizzati su pazienti affetti da disturbi immunologici, osservando degli effetti immunomodulatori benefici. Dagli studi condotti sono state create una serie di formule per il trattamento di circa 20 affezioni immunologiche. Le formule, costituite dall\u2019associazione delle singole sostanze testate, hanno un\u2019attivit\u00e0 immunoregolatrice sinergica nei confronti di patologie virali, autoimmunitarie ed oncologiche, condizioni queste caratterizzate da sicura dis-immunit\u00e0 e, in virt\u00f9 della preparazione (diluizione-dinamizzazione), si dimostrano inoffensive. L\u2019utilizzo della microimmunoterapia ha consentito la formulazione e l\u2019impiego maneggevole (privo cio\u00e8 di effetti secondari) di molteplici\u00a0bioterapici quali ad esempio le citochine, che l\u2019immunoterapia tradizionale in dose ponderale non \u00e8 ancora completamente in grado di gestire a causa degli innumerevoli effetti collaterali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h1><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia omeopatica:\u00a0Ipotesi sul meccanismo di azione della immunoterapia omeopatica<\/span><\/strong><\/h1>\n<p>Le sostanze immunobioterapiche di partenza (citochine, interferone, DNA, RNA) subiscono un processo di triturazione o solubilizzazione accompagnato dalla dinamizzazione (succussione), secondo i canoni classici previsti dall\u2019omeopatia. Successivamente la sostanza immunoterapica diluita e dinamizzata viene assorbita in un veicolo inerte (saccarosio).<\/p>\n<p>La forma farmaceutica prevista \u00e8 la capsula. La quantit\u00e0 infinitesimale di sostanza contenuta nella capsula mantiene inalterate tutte le caratteristiche chimico-fisiche provenienti dalla sostanza madre. E\u2019 possibile formulare alcune ipotesi in merito al destino biofarmacologico della sostanza microimmunoterapica.<\/p>\n<p>Una volta venuta a contatto con la <strong>mucosa della bocca<\/strong> la quantit\u00e0 infinitesimale di micro immunoterapico omeopatico verrebbe immediatamente immagazzinata dai componenti del sistema immunitario che sono presenti in quella parte del corpo: monociti e macrofagi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I monociti potrebbero catturare e trasmettere a loro volta queste informazioni contenute nel veicolo inerte della capsula; a questo punto i vari componenti del sistema immunitario &#8211; adesempio CD4, CD8, Linfociti B- potrebbero reagire con queste sostanze presenti a bassissima concentrazione, quantit\u00e0 paragonabile a quella biologica (Grue 1993). Attraverso questa reazione, usufruendo delle varie reti immunologiche, l\u2019informazione contenuta a dosaggio infinitesimale verrebbe trasmessa al sistema immunitario in TOTO interagendo con i recettori specifici delle cellule del sistema immunitario. Anche i neuropeptidi, sostanze peptidiche secrete da numerose cellule del S.N.C. e del sistema immunitario, parteciperebbero alla trasmissione ed all\u2019elaborazione dell\u2019informazione tra cellula e cellula dei diversi organi del corpo umano.<\/p>\n<p>La risposta della cellula che riceve informazioni dipende dalla quantit\u00e0 di neuropeptide secreto; l\u2019informazione dipende quindi dalla concentrazione che \u00e8 dell\u2019ordine di valori compresi tra 1&#215;10-6 M e 1&#215;10-12 M, range quantitativo che ci riporta a livello delle diluizioni omeopatiche (3CH, 6CH). Ancora oggi resta comuque difficile tradurre in che modo l\u2019informazione della sostanza microimmunoterapica si trasformi in effetto farmacologico e terapeutico.<\/p>\n<p><strong>Si potrebbe ipotizzare che un immunoterapico omeopatico stimoli alcuni meccanismi biologici che sono inibiti o bloccati a livello cellulare da fattori patogenetici di tipo esogeno o endogeno, oppure che l\u2019immunoterapico omeopatico inibisca un meccanismo di risposta che \u00e8 attivato in modo sproporzionato o distorto dall\u2019agente causale della malattia.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Le reazioni immunologiche si svolgono in un sistema biologico-cellulare che \u201dparla\u201d e \u201crecepisce\u201d un linguaggio biochimico a dosaggi molto bassi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 16\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>E\u2019 ipotizzabile che l\u2019omeopatia, scienza dell\u2019ultramolecolare, abbia ragione di efficacia proprio perch\u00e8 agisce nell\u2019ordine dell\u2019infinitesimale biologico. Tuttavia dopo diluizioni quali la 12CH (1&#215;10-24) l\u2019assenza totale di molecole ci suggerisce di formulare ipotesi di funzionamento, oltre la chimica e la biochimica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probabilmente le informazioni trasmesse dal rimedio omeopatico estremamente diluito viaggiano intorno a fenomeni di natura fisica (vibrazioni, campi elettromagnetici), che in qualche modo riprodurrebbero l\u2019informazione del soluto originario (sostanza di partenza). Esperimenti condotti con soluzioni altamente diluite suggeriscono infatti che la qualit\u00e0 e il tipo di informazione e di segnale veicolato da queste soluzioni differisce da quelle normalmente conosciute dalla biologia e dalla farmacologia tradizionali. Gli esperimenti condotti hanno rivelato che l\u2019effetto degli omeopatici aumenta o diminuisce o rimane stabile durante successive diluizioni e che l\u2019informazione specifica di una sostanza omeopatica potrebbe essere attivata o amplificata dalla diluizione e dall\u2019agitazione (Bellavite P., Signorini A.).<\/p>\n<p>In omeopatia si utilizzano basse diluizioni con molecole di sostanza ancora presenti che hanno azione di stimolo e alte diluizioni caratterizzate dall\u2019assenza totale di molecole che sono provviste di un\u2019attivit\u00e0 frenante-inibente. L\u2019uso di basse diluizioni con concentrazioni ancora presenti di sostanza (omeopatico o immunoterapico omeopatico) soddisfano, anche se parzialmente, la spiegazione del meccanismo di azione, essendo caratterizzate dalla presenza anche se molto piccola di sostanze che per\u00f2 agirebbe in quantit\u00e0 sovrapponibile a quella biologica.<\/p>\n<p>Difficilmente raggiungibile invece la spiegazione del meccanismo di azione di diluizioni caratterizzate da assenza totale di sostanza (alte diluizioni). Inoltre resta da spiegare per quale motivo una bassa diluizione eserciti nei confronti di un sistema cellulare un\u2019azione di stimolo e, di contro, un\u2019alta diluizione che non contiene alcuna traccia biochimica della sostanza di partenza eserciti un\u2019azione frenante.<\/p>\n<p>Modelli sperimentali di recente applicazione suggeriscono che l\u2019azione delle diluizioni omeopatiche potrebbe essere maggiormente compresa con l\u2019applicazione della <strong>teoria della \u201cinversione degli effetti\u201d (Boyd 1936, Oberbaum 1994)<\/strong>.<\/p>\n<p>E\u2019 stato infatti osservato che composti biologicamente attivi possono determinare, su un sistema omeostatico complesso, degli effetti inversi o paradossali qualora siano modificati o la dose dei composti o la modalit\u00e0 di preparazione e di somministrazione o la sensibilit\u00e0 del sistema bersaglio.<\/p>\n<p>Nella letteratura scientifica sono riportati numerosi casi di effetti duplici (positivo e negativo) di svariate sostanze a seconda delle diverse dosi impiegate (Metz 1979, Ashby 1990, Yankner 1990, Adams 1992, Smith 1994, Griffi n 1995).\u00a0Modificando pertanto le dosi di una sostanza si ottengono effetti diversi.\u00a0Una stessa sostanza somministrata in dose ponderale manifesta un\u2019azione di stimolo, invece diminuendo la concentrazione (alta diluizione) manifesta un\u2019azione frenante (effetto inverso o effetto-paradosso).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 17\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Gli immunoterapici omeopatici pur diversificandosi dai rimedi omeopatici per quanto concerne la regola della similitudine, agiscono secondo i criteri della diluizione e della dinamizzazione condividendo con essi gli aspetti intimi del meccanismo di azione:<\/strong><\/p>\n<p>Si utilizzano infatti, rispettivamente diluizioni a potenza bassa, media e alta con attivit\u00e0 di stimolo, regolazione e inibizione. L\u2019immunoterapico omeopatico potrebbe agire in <strong>bassa diluizione<\/strong> in virt\u00f9 della sua concentrazione ancora presente e forse sufficiente ad attivare meccanismi immunologici in maniera sovrapponibile al suo analogo naturale, che agisce comunque in bassa concentrazione; in <strong>alta diluzione<\/strong>, in virt\u00f9 dell\u2019effetto inverso, potrebbe invece promuovere un\u2019attivit\u00e0 immunologica contraria (attivit\u00e0 frenante-inibente) stimolando, per esempio, recettori diversi o parti di recettori non attive a diluizioni ponderali, ma suscettibili ad una informazione di carattere biofisico quale quella trasmessa da un\u2019alta diluizione omeopatica.<\/p>\n<p>La maggior parte delle teorie e delle ipotesi sollevate in merito al meccanismo di azione, pur essendo concettualmente interessanti sono comunque ancora in attesa di una definitiva conferma sperimentale.\u00a0E\u2019 probabile che l\u2019azione dell\u2019omeopatia e dell\u2019immunoterapia omeopatica, sia in presenza di tracce di molecole che in assenza di tracce di sostanza, faccia parte di un dominio di \u201cbiologia metamolecolare\u201d non ancora svelato. Allontanandosi dalle normali regole imposte dalla chimica del ponderale e avvicinandosi a considerazioni di natura biofisica si potr\u00e0 riuscire ad analizzare il tipo di informazione contenuto nella dose infinitesimale e a comporre un puzzle di comprensione mirata scevro da zone d\u2019ombra.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h1><span style=\"font-size: 12pt;\">Microimmunoterapia omeopatica Vanda<\/span><\/h1>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 18\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea di prodotti di microimmunoterapia omeopatica Vanda\u00a0prende il nome di Linea Immunologica Vanda. Le materie mediche biogenetiche che fanno parte della composizione delle cure omeopatiche Vanda provengono da laboratori biotecnologici che ottengono questi prodotti con metodiche e tecnologie di avanguardia.\u00a0La maggior parte dei prodotti sono ottenuti con le tecniche del DNA ricombinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forma Farmaceutica:\u00a0Gli immunoterapici (microimmunoterapici) omeopatici Vanda si presentano sotto forma di globuli, incapsulati e confezionati in blister con le posizioni delle capsule numerate progressivamente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le capsule della Linea Immunologica Vanda devono essere <strong>ASSUNTE SEMPRE IN ORDINE NUMERICO<\/strong> come riportato sul bordo del blister.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tossicit\u00e0:\u00a0Le sostanze contenute nei prodotti microimmunoterapici Vanda sono preparate in base ai criteri di diluzione e dinamizzazione previsti dal metodo classico hahnemaniano.\u00a0<span style=\"font-size: 13px;\">Le sostanze di partenza hanno tutte schede analitiche comprovanti la loro origine e le qualit\u00e0 dei prodotti attivi, in accordo con gli standard internazionali stabiliti dalla farmacopea del paese di produzione.\u00a0<\/span>La non tossicit\u00e0 dei prodotti Vanda \u00e8 stata riconosciuta dalla Commissione Europea (direttiva CEE 92\/73, cap III, art. 7), che \u00e8 valida per tutte le diluizioni infinitesimali superiori a 1\/10.000 e pari a circa ad una 2CH.\u00a0<span style=\"font-size: 13px;\">Non sono stati segnalati effetti collaterali e indesiderati provenienti dall\u2019assunzione dei prodotti Vanda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia<\/span>:<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 54\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>Jenaer M., Hom\u00e9ophate pour mieux gu\u00e9rir, Didier Hatier, Bruxelles, 1986. \u009fJenaer M., Objectif SIDA-l\u2019hom\u00e9opathie \u00e0 l\u2019assaut du mal du si\u00e8cle, Didier\u00a0Hatier, Bruxelles, 1989.<\/li>\n<li>\u009fDorfmann P., Tetau M., From diathesis to immunomodulation: 200 years homeopathy.The evolution of homeopathic research, Editions Similia, 1990.<\/li>\n<li>\u009fVan Montfort J.C., Immuuntherapie-Natuurwetten in de genneskunde, Ankh- Hermes, Deventer, 1990.<\/li>\n<li>\u009fRozendaal S., AIDS. De jacht op een virus, Centrale Uitgeverij en Adviesbureau B.V., Maastricht\/Brussel, 1990.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., Projet Immujem, In\u2019pact sa, Bruxell, 1991.<\/li>\n<li>\u009fBoiron J., Roberfroid M., Jenaer M., Abecassis J., Lans M., Gerlache J., Etude de l\u2019action de diluitions hahnemanniennes d\u2019ARN et d\u2019AND sur l\u2019evolution de carcinomas provoqu\u00e9s chez le rat, XVII\u00e8 Assises Scientifi ques Homoeopathiques, Les Annales Homoepathiques Francaises, N 4, 1979.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Utilisation des acides nucl\u00e9iques en homoeopathie, Revue Belge d\u2019Homoeopathie, n 3, 1969.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Essai sur L\u2019emploi des acides nucl\u00e9iques dynmis\u00e9s en homoeopathie, L\u2019Hom\u00e9opathie Francaise, N 10, d\u00e9c. 1969.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Apr\u00e8s quatre ann\u00e9es d\u2019emploi des acides nucl\u00e9iques dynamis\u00e9s en th\u00e9rapeutique homoeopathique, Revue Belge d\u2019Homoeopathie, N 2 1972.<\/li>\n<li>\u009fJenaerM.,Acidesnucl\u00e9iquesdynamis\u00e9setcancer,ActesduXXVII\u00e8 Congr\u00e8s de la Ligue M\u00e9dicale Homoeopathique Internationale, Bruxelles, juin, 1972.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Applications pratiques des acides nucl\u00e9iques dynamis\u00e9s, Les Annales Hom\u00e9opathiques Francaises, 16\u00e8 A. N 7, 1974.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Acides nucl\u00e9iques dynamis\u00e9s- affections malinehe\u00e9patites chroniques, L\u2019Hom\u00e9opathie Francaise 65 \u00e8 A. N 4, avril 1977.<\/li>\n<li>\u009fPasteur ST. Barros Jos\u00e8. Omeopatia Medicina del terreno. Fratelli Palombi Editore. 1977.<\/li>\n<li>\u009fFerrarelli Francesco. Energie in omeopatia. Editoriale bios.1981.<br \/>\n\u009fSanan\u00e8s Roland., Hom\u00e9opathie et langage du corps. Robert Laffont edit, Paris.\u00a01982.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., Roberfroid M., Essai de th\u00e9rapeutique preventive et curative des cancers exp\u00e9rimentaux par les acides nucl\u00e9ique dynamis\u00e9s, XXXV\u00e8 Congr\u00e8s de La Ligue M\u00e9dicale Homoeopathique Internationale, University of Sussex, Brighton, 28 mars 1982.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>Jenaer M., Le indicazioni terapeutiche di RNA e DNA dinamizzati, Empedocle, II\u00e8 A. N 5, 1984.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 55\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>\u009fJenaer M., Il Check-up biologico della terapia con RNA-DNA dinamizzati, Empedocle III\u00e9 A. N 2, 1985.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., L\u2019immunoth\u00e9rapie hom\u00e9opathique, Revue L\u2019Hom\u00e9opathie Francaise T26 n 5, p.281-289, 1988.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., Immunoth\u00e9rapie Hom\u00e9opathique, IV Congr\u00e9s National d\u2019Omotoxicologie, Milan, 13 mars, 1989.<\/li>\n<li>\u009fMarichal B., Connessioni tra i meccanismi biologici dell\u2019immunoterapia dinamizzata ed i neuropeptidi, Rivista Italiana di omotossicologia, anno VII p. 45-47. Luglio. 1989.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., et Doppagne A., Etude clinique pr\u00e9liminaire d\u2019un traitement immunoth\u00e9rapique dans le SIDA, Hom\u00e9opathie 7\u00e8 ann\u00e9es p. 23-28, f\u00e9v. 1990.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., Seminario di immunologia a dosi infinitesimali. Conferenza tenuta a Roma. 15. dic 1990.<\/li>\n<li>\u009fBianchi Ivo., Argomenti di omotossicologia.Vol N2. Guna Editore. Milano. 1990.<\/li>\n<li>\u009fDuprat Henry. Materia Medica Omeopatica. Fratelli Palombi Editore. 1990.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Marichal B., Une innovation en immunoth\u00e9rapie \u00e0 doses infinit\u00e9simales, L\u2019Hom\u00e9opathie Francaise 80 p.24-28, 2 mars, 1992.<\/li>\n<li>\u009fMontanari Marco. La medicina omeopatica. Nuove acquisizioni di medicina omeopatica. Artigiana S. Giueseppe Lavoratore edizioni. 1992.<\/li>\n<li>\u009fMicozzi Angelo. Infezioni croniche in omeopatia.Verduci Editore. 1993<\/li>\n<li>\u009fTraite\u2019 d\u2019immunotherapie. Ed. Jallois. 1993.<\/li>\n<li>\u009fMeijer Dirk., Immunomodulazione. L\u2019evoluzione della ricerca omeopatica. Ipsa editore. 1993.<\/li>\n<li>\u009fGrue A. Ulteriori acquisizioni nel campo dell\u2019immunoterapia a dosaggio infinitesimale. Appendice Al testo Dirk Meijer. 1993.<\/li>\n<li>\u009fTetau Max. Organoterapia nuovi studi clinici. Ipsa editore. 1993.<br \/>\n\u009fBellavite P., Signorini A. Fondamenti teorici e sperimentali della medicina\u00a0omeopatica.<\/li>\n<li>\u009f\u2018Homeopathy, a Frontier in Medical Scienze\u2019 Versione Italiana. 1995. \u009fHarrison. Principi di Medicina Interna. XIV edizione. McGraw- Hill. 1999.<\/li>\n<li>\u009fJenaer M., Henry MF., Garcia A., Marichal B., Evaluation of 2LHERP in preventing recurrences of genital herpes. Institut International 3IDI, Br Homeopath J. Oct;89 (4):174-7. 2000.<\/li>\n<li>\u009fProceso S. Ortega. Introduzione alla medicina Omeopatica. Ipsa editore. 2001. 53<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 56\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>\u009fBoyd Linn J. Il \u2018Simile\u2019 in medicina. Edizioni libreria cortina Verona. Medicina Ippocratica, omeopatia e scienza. Edizione italiana a cura di P. Bellavite. 2001.<\/li>\n<li>\u009fPeter Parham. Immunologia. Zanichelli. 2001.<br \/>\n\u009fBellavite P. Conforti A. Ricerca scientifi ca sui medicinali omeopatici. Anidro-\u00a0News (2): 5-7,2002.<\/li>\n<li>\u009f<a href=\"http:\/\/www.paolobellavite.it\">Bellavite<\/a> P. La ricerca scientifica sui medicinali omeopatici e problemi correlati. 22.03.02<\/li>\n<li>\u009fAbul K. Abbas., A. H. Lihtman. Fondamenti di Immunologia. Piccin. 2003. \u009fMasci V. Omeopatia. Tradizione e attualit\u00e0. Tecniche nuove. 2003.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Microimmunoterapia Omeopatica:\u00a0Principi teorici La microimmunoterapia omeopatica \u00e8 figlia dell&#8217;omeopatia. La medicina omeopatica \u00e8 un metodo diagnostico, clinico e terapeutico basato sulla legge dei simili formulato da S. Hahnemann. L\u2019omeopatia si articola su tre principi fondamentali: LA LEGGE DEI SIMILI LA SPERIMENTAZIONE PURA IL FARMACO DILUITO E DINAMIZZATO. 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