Lo studio australiano sull'Omeopatia: un fact checking
Cutting edge research in homeopathy 728×90
Lo studio australiano sull’Omeopatia: un fact checking
Lo studio australiano sull’Omeopatia: un fact checking

Lo studio australiano sull’Omeopatia: un fact checking

Lo studio australiano sull’Omeopatia

A Marzo del 2015 l’Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC) ha pubblicato un documento informativo sull’Omeopatia, comunemente conosciuto come “Report Australiano”. Questo documento ha concluso che “… non esiste alcuna condizione di salute, per cui vi siano studi affidabili, in cui l’omeopatia risulti efficace “.

I fatti chiave del report australiano

Ciò, come sappiamo, ha avuto una enorme eco mediatica danneggiando gravemente la reputazione dell’Omeopatia nel mondo.

Un’indagine dettagliata di Gerry Dendrinos dell’Associazione Omeopatica Australiana (AHA), supportato da un approfondimento scientifico dell’Homeopathic Research Institute (HRI) a cura della Dott. ssa Rachel Roberts, ha rivelato però diverse gravi mancanze procedurali e scientifiche.

infografica studio metanalisi australiana

Alcuni fatti:

  • l’NHMRC ha prodotto non uno ma due studi sull’omeopatia: uno datato Giugno 2012 e un’altro datato Marzo 2015, ma solo il secondo è stato reso pubblico.
  • L’esistenza del primo rapporto non è mai stata divulgata al pubblico, è stata scoperta solo da AHA attraverso una “Richiesta ufficiale per la libertà di informazione” (FOI)
  • Il primo studio del 2012 è stato rifiutato perché considerato di bassa qualità, nonostante esso fosse stato condotto da uno scienziato molto autorevole. Talmente tanto autorevole che è lo stesso autore delle linee guida dell’NHMRC sulla conduzione di questo tipo di revisioni.
  • L’NHMRC ha preso in considerazione solo il 10% dei lavori sull’Omeopatia
  • l’NHMRC ha detto che i risultati della relazione pubblicata nel 2015 sono stati basati su una “rigorosa valutazione di oltre 1800 studi“, ma i risultati in realtà sono stati basati sull’analisi di solo 176 lavori.
  • L’NHMRC solitamente considera di buona qualità i trials aventi meno di 150 partecipanti; solo per questo lavoro ha stabilito che sono trials di buona qualità solo quelli con più di 150 partecipanti.
  • Questa soglia minima è stata richiesta solo per i report sull’Omeopatia, non essendo mai stata pretesa né prima né dopo.
  • Queste condizioni, valide solo per l’Omeopatia, hanno fatto si che 171 studi da considerare di buona qualità sono stati considerati inaffidabili, e dunque scartati.
  • In questo modo il giudizio negativo di NHMRC sull’Omeopatia è basato su soli 5 studi.

infografica metanalisi australiana

Il report secretato del 2012

Nessuno sapeva che l’NHMRC ha richiesto due volte il lavoro di revisione sull’omeopatia, producendo quindi due rapporti:

  • il primo nel luglio 2012,
  • ed il secondo, quello poi rilasciato al pubblico, nel marzo 2015.

L’esistenza del primo rapporto non è mai stata divulgata al pubblico, è stata scoperta solo da AHA attraverso una “Richiesta ufficiale per la libertà di informazione” (FOI).

L’NHMRC ha quindi risposto di aver rifiutato la prima relazione perché considerata di scarsa qualità, nonostante fosse stata condotta da uno scienziato molto stimato, peraltro autore delle linee guida dello stesso NHMRC su come condurre questo tipo di revisioni.

Uno studio “eccellente, imparziale e convincente”

Attraverso questa richiesta è stato possibile raccogliere la dichiarazione di un membro del Comitato di esperti del NHMRC che supervisionava il primo processo di revisione – il Prof. Fred Mendelsohn – il quale ha espresso un’opinione diametralmente opposta:

“sono impressionato dal rigore dell’approccio di questa revisione degli studi pubblicati sull’efficacia e gli effetti collaterali dell’omeopatia [… ] nel complesso è confluita in questa revisione un enorme mole di lavoro eccellente e i risultati sono presentati in modo sistematico, imparziale e convincente.”

prof Mendelsohn, citazione sullo studio del 2012 sull'Omeopatia

Una metodologia “ad personam”

L’NHMRC ha affermato che i risultati della relazione pubblicata nel 2015 sono stati basati su una “rigorosa valutazione di oltre 1800 studi“, ma i risultati in realtà sono stati basati sull’analisi di solo 176 lavori.

L’NHMRC ha utilizzato poi un metodo di valutazione che non è mai stato usato per i lavori di revisione, né prima, né dopo: ha deciso infatti che per essere ‘affidabili’ i trials avrebbero dovuto avere almeno 150 partecipanti e raggiungere una soglia insolitamente elevata per la qualità.

Ciò è davvero inusuale dato che il NHMRC conduce regolarmente studi con meno di 150 partecipanti.

Queste regole arbitrarie e senza precedenti hanno provocato il rigetto dei risultati di 171 trials considerati ‘inaffidabili’, accettando solo quindi 5 (CINQUE!) studi come affidabili.

Avendo valutato queste 5 prove come negative, ecco che il NHMRC ha potuto perentoriamente concludere che non vi erano prove ‘affidabili’.

Un comitato scientifico non qualificato

Il Prof. Peter Brooks, Presidente del Comitato NHMRC che intraprese la revisione del 2015, inizialmente non ha dichiarato di essere un membro del gruppo ‘Amici della scienza in medicina’ (l’equivalente del nostro CICAP).

Ed a ciò va aggiunto che non era presente nel Comitato neanche un omeopata esperto, in palese violazione delle linee guida dello stesso NHMRC.