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Epstein Barr Virus: sintomi e patologie associate a uno dei virus più comuni
Epstein Barr Virus: sintomi e patologie associate a uno dei virus più comuni

Epstein Barr Virus: sintomi e patologie associate a uno dei virus più comuni

Epstein Barr virus: sintomi e patologie associate a uno dei virus più comuni

Ecco perché la mononucleosi infettiva e alcune patologie tumorali sono associate al virus Epstein Barr

Per approfondire che cosa sia il Epstein Barr virus (EBV), e quali conseguenze comporti per gli esseri umani, è importante fare un passo indietro nella Storia e capire da dove arriva e perché sia così diffuso al giorno d’oggi, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani adulti che contraggono il virus attraverso la saliva.

Virus Epstein Barr: la scoperta

Il virus Epstein Barr, anche chiamato Human herpesvirus 4 (HHV-4) appartiene alla famiglia herpesvirus.

Fu scoperto nella seconda metà del Novecento nei laboratori inglesi dagli omonomi scienziati e virologi Anthony Epstein e Yvonne Barr.

 

Epstein Barr Virus

 

 

I due scienziati, incuriositi da alcuni casi registrati in tempi non sospetti, avevano messo a coltura alcune cellule che arrivavano dall’Africa di pazienti affetti da un particolare linfoma molto diffuso nel continente, e con l’ausilio del microscopio elettronico scoprirono appunto l’esistenza di questo virus che ancora oggi porta il loro nome:

in principio si credette che fosse proprio il virus Epstein Barr la causa di questa malattia riscontrata nei pazienti affetti da linfoma di Burkitt, ma ben presto ci si accorse che lo stesso virus era presente in quasi tutti gli adulti, uomini e donne, che vivevano nella zona.

Pertanto la scoperta dei due celebri virologi inglesi fu a lungo dibattuta e messa in discussione.

Oggi, dunque, sappiamo che molte persone sono infette dal virus Epstein Barr, ma in pochi casi questo porta conseguenze visibili e patologiche:

nella maggior parte dei casi in cui si manifesta infatti – ma spesso neanche si manifesta a distanza di anni, o di una vita intera – provoca la mononucleosi infettiva, anche se viene spesso associato ad alcuni tipi di tumore e di carcinoma.

Le caratteristiche del Virus Epstein Barr

Abbiamo visto che il virus Epstein Barr è un herpesvirus, e come tutti gli appartenenti a questa famiglia è molto diffuso in tutto il Globo:

non è un caso che sia stato isolato in laboratorio anche nei prelievi effettuati in etnie umane che vivono isolate da tutte le altre, a migliaia di chilometri di distanza.

 

Le caratteristiche del Virus Epstein Barr

 

 

Approfondendo l’analisi in laboratorio, si è anche capito che le sue variazioni di DNA e di genoma non apportano al virus variazioni o modifiche considerevoli:

tradotto, significa che esiste un solo tipo di Epstein Barr virus, anche se può presentarsi al microscopio elettronico in modi e con forme differenti.

Altra particolarità di questo virus eccezionale, è che colpisce soltanto l’uomo e alcuni, rari tipi di scimmie.

Proprio perché non colpisce nessun altro animale, è tutt’oggi molto difficile effettuare sperimentazioni di laboratorio per cercare una cura e in particolare un vaccino o dei medicinali ad hoc.

Epstein Barr virus, come si trasmette

La saliva è sicuramente il conduttore principale di questo virus, e non è un caso che la patologia associata della mononucleosi infettiva sia anche chiamata malattia del bacio.

Ovviamente esistono altre tipologie di trasmissione tra le quali, le più comuni, quella ematica (dunque con il contatto di sangue) e quella sessuale, ma sono strade che difficilmente il virus percorre.

 

Epstein Barr Virus come si trasmette

 

 

Analizzando i dati provenienti dai paesi economicamente più sviluppati (Primo Mondo), possiamo notare che il virus provoca le prime infezioni durante il periodo dell’adolescenza:

infatti la gran parte degli esseri umani, raggiunti i venticinque anni di età, risultano positivi al test del virus Epstein Barr.

Come per la maggior parte dei virus, i dati dimostrano che la prima infezione avviene precocemente quando le condizioni sociali ed economiche, quindi igieniche, si riducono:

in molte zone dell’Africa infatti la trasmissione del virus Epstein Barr avviene nei primi anni del bambino, a causa probabilmente di alcune consuetudini alimentari come quella delle madri di masticare il cibo che viene in seguito dato ai figli.

Come funziona scientificamente l’infezione del virus Epstein Barr

Senza approfondire troppo e scendere in dettagli tecnici di difficile comprensione, cerchiamo di spiegare come funziona la trasmissione di questo virus.

Le cellule bersaglio degli esseri umani hanno un recettore chiamato Cr2 al quale si lega il virus Epstein Barr in modo fisiologico, perché simula un legame naturale ed elude così le difese immunitarie del corpo umano che lo ospita: più o meno la stessa cosa che accade con il virus dell’HIV.

A questo punto, una volta generata l’infezione, possono accadere due cose: come per la maggior parte delle infezioni da virus, l’infezione può propagarsi in altre cellule, oppure, comportamento tipico del virus Epstein Barr, non avviene una moltiplicazione del virus all’interno della cellula, che rimane così latente all’interno del corpo ospite. Ed ecco perché in molti soggetti il virus Epstein Barr è presente, pur non manifestandosi per anni, anche per una vita intera.

Virus Epstein Barr e tumori: una relazione nota alla scienza

È stato ampiamente dimostrato come alcuni virus possano contribuire alla patogenesi di diversi tipi di tumore: il papilloma virus è associato al tumore alla cervice, altri alla leucemia, e quello dell’herpes ai tumori di origine orale.

Questo avviene perché il virus attiva la stimolazione cellulare alla proliferazione, oppure perché incide sulla soppressione dei meccanismi di difesa del nostro sistema immunitario.

È bene ricordare, però, che all’insorgere di forme tumorali contribuiscono sempre più fattori, per esempio, tra i più comuni, quelli ambientali o genetici.

Nel caso del virus Epstein Barr non abbiamo eccezioni: non soltanto è oncogenico, ma è anche messo in relazione ad alcune malattie, tra tutte alcune patologie derivanti da alterazioni genomiche, per esempio la sclerosi multipla, oppure forme tumorali come il linfoma di Burkitt e altre tipologie di tumori alla gola e al naso.

Studi recenti ipotizzano un ruolo all’Epstein Barr Virus nella genesi delle malattie Autoimmuni

I sintomi più diffusi del virus Epstein Barr

Se abbiamo visto che questo tipo di virus può rimanere latente per molti anni, e in molti pazienti non sfocia in un’infezione – specialmente nei più piccoli, sotto i 5 anni di età – è anche vero che esistono dei sintomi comuni come ad esempio l’affaticamento, la febbre e il mal di gola, il gonfiore dei linfonodi.

Se la maggior parte dei casi risultano asintomatici, è anche vero che adolescenti e giovani adulti possono sviluppare la mononucleosi infettiva proprio dopo aver contratto il virus Epstein Barr. Nella metà dei casi di mononucleosi infettiva, è stato registrato un ingrossamento della milza che non presenta sintomi, ma ugualmente pericoloso perché può causare lesioni o addirittura la rottura dell’organo.

Raramente invece avviene lo sviluppo di eruzioni cutanee.

 

Epstein Barr Virus i sintomi piu diffusi

Il periodo di incubazione

Il periodo di incubazione del virus Epstein Barr di norma ha una durata variabile tra i 30 e i 50 giorni, prima della comparsa dei sintomi.

Quando Fare il Test e perché

In presenza dei sintomi di mononucleosi nonostante il monotest sia negativo; in donne in gravidanza con sintomi parainfluenzali; talora nel caso in cui una persona asintomatica sia stata a contatto con un soggetto affetto da mononucleosi; talvolta come mezzo per controllare lo stato immunitario.

Il testo è importante come sostegno alla diagnosi di mononucleosi infettiva, per la diagnosi differenziale tra l’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV) e altre patologie con sintomi simili; per valutare lo stato immunitario nei confronti di EBV.

Conclusione

In conclusione, possiamo asserire che il virus Epstein Barr è molto comune, più di quanto si possa pensare, anche se non sempre e non in tutti i soggetti si manifesta. Tra le conseguenze più comuni ricordiamo la mononucleosi infettiva e la febbre ghiandolare, ma è al tempo stesso messo in relazione con alcune tipologie di tumore.

Per questo motivo non bisogna allarmarsi: aver contratto il virus Epstein Barr non significa, nella maggior parte dei casi, contrarre malattie come la mononucleosi infettiva, e allo stesso modo non è detto che porti a patologie oncologiche.