Gli studi scientifici sull'omeopatia.
Cutting edge research in homeopathy 728×90
Gli studi in omeopatia. La ricerca di base sulla validità scientifica dell’ omeopatia
Gli studi in omeopatia. La ricerca di base sulla validità scientifica dell’ omeopatia

Gli studi in omeopatia. La ricerca di base sulla validità scientifica dell’ omeopatia

Studi Omeopatia

La ricerca scientifica è un modo per rispondere a delle domande, e le domande dipendono da chi le pone.

I medici non omeopati possono chiedere se l’Omeopatia ha effetti specifici, mentre gli scienziati scettici potrebbero chiedere come tali effetti potrebbero essere spiegati.

Gli istituti di assicurazione vogliono sapere quale sia il rapporto costo-efficacia dell’Omeopatia. Gli omeopati vogliono ottimizzare i loro risultati clinici o condurre sperimentazioni patogenetiche omeopatiche (provings).

Ancor più importante, i pazienti vogliono sapere se c’è possibilità che il trattamento omeopatico gli possa far bene, se è sicuro e di quanto rispetto agli altri trattamenti.

Revisioni sistematiche e Meta-analisi di Trials clinici in Omeopatia

Le revisioni sistematiche e le meta-analisi di trial randomizzati (RCTs) sono considerate la forma più valida di prova nel campo della ricerca. E’ stato pubblicato un discreto numero di esaurienti revisioni sistematiche riguardanti patologie specifiche o trattamenti specifici in campo omeopatico.

Revisioni sistematiche esaurienti

La maggioranza delle revisioni sistematiche esaurienti e delle meta-analisi giungono alla conclusione che l’omeopatia differisce dal placebo.

Una meta-analisi pubblicata da The Lancet (Linde et al., 1997)(1) comprendeva 186 studi di omeopatia effettuati con gruppo di controllo placebo:

  • da 89 di essi fu possibile estrarre dati da analizzare.
  • Il valore medio complessivo di odds ratio (rapporto di previsione) per questi 89 trial clinici fu di 2.45 (intervallo di confidenza 95%, 2.05- 2.93) a favore dell’omeopatia.
  • Ciò significa che le probabilità che l’omeopatia fosse utile erano approssimativamente 2-3 volte maggiori rispetto al placebo. La principale conclusione fu che i risultati “non erano compatibili con l’ipotesi che gli effetti dell’omeopatia siano del tutto dovuti all’effetto placebo”.

La principale conclusione della meta-Analisi di The Lancet fu che i risultati “non erano compatibili con l’ipotesi che gli effetti dell’omeopatia siano del tutto dovuti all’effetto placebo”

L’Homeopathic Medicine Research Group, un gruppo di ricerca congiunto composto da ricercatori che si occupano di medicina convenzionale e omeopatia, nominato dalla Direzione Generale XII della Commissione Europea, presentò una rassegna generale di ricerca clinica in omeopatia, e prese in considerazione 184 trial clinici.(2)

L’HMRG sottopose a meta-analisi i RCTs con controllo-placebo di più alta qualità, che includevano un totale di 2.000 pazienti, e riscontrò prove convincenti di maggiore efficacia dell’omeopatia rispetto al placebo (P < 0.001), eppure concluse che: “la forza di queste prove è modesta a causa della scarsa qualità metodologica dei trial”.

infografica sui risultati della meta-analisi sull'omeopatia pubblicata sulla autorevole rivista scientifica the lancet.

La Meta-analisi di Shang (The Lancet)

Nell’Agosto 2005, Shang et al. pubblicarono una revisione eseguita comparando 110 trial omeopatici con gruppo di controllo placebo e 110 trial di medicina convenzionale.(3)

L’Omeopatia e la medicina convenzionale mostrarono complessivamente effetti positivi simili nel trattamento:

  • Ventuno trial omeopatici e 9 di medicina convenzionale furono valutati “di qualità maggiore”.
  • Da tutti questi, furono analizzati i risultati di 14 non meglio specificati “trial più ampi, di qualità più alta” (8 omeopatici e 6 convenzionali).
  • Gli Autori conclusero che c’era “debole prova di un effetto specifico dei rimedi omeopatici, ma marcata evidenza di effetti specifici dell’intervento convenzionale. Questo risultato è compatibile con l’opinione che gli effetti clinici dell’omeopatia siano effetti placebo”.

I difetti dello Shang papers

Eppure questa revisione non forniva nel modo più assoluto nessuna indicazione su quali trial avesse basato le sue conclusioni (non vi erano citazioni dalla letteratura, non c’era nessuna informazione sulle diagnosi o sul numero di pazienti). 

  • Fu criticata per mancanza di chiarezza,
  • mancanza di accuratezza dell’analisi (per esempio, non era stato riportato il risultato delle analisi dei 21 trial di più alta qualità),
  • insufficiente adesione alle linee guida di QUORUM riguardo al modo di fare una relazione sulle revisioni sistematiche.
  • Il Database of Abstracts of Reviews of Effects (DARE) del Regno Unito non classifica questo articolo tra le revisioni sistematiche.4

Per approfondire: “La Bufala dell’ Omeopatia e del Placebo”, di P. Bellavite:  “Per concludere che l’omeopatia manca di effetti clinici è stato necessario ignorare più del 90% di tutti I trials disponibili”.

Revisioni sistematiche di trials clinici randomizzati in specifiche condizioni cliniche

Sono state pubblicate le seguenti revisioni sistematiche focalizzate su determinate condizioni cliniche o medicamenti omeopatici:

Dieci di queste 23 revisioni diedero conclusioni positive per l’Omeopatia:

  • Allergie e infezioni delle vie respiratorie superiori(5)
  • Diarrea infantile 6
  • Influenza7
  • Ileo post-chirurgico 8
  • Patologie reumatiche 9
  • Rinite allergica stagionale (febbre da fieno) 10,11,12
  • Patologie delle vie respiratorie superiori, compresa l’otite media 13
  • Vertigine 14

Otto revisioni risultarono non conclusive (in genere a causa di mancanza di evidenza altamente affidabile):

  • Ansia 15
  • Asma cronica16
  • Demenza17
  • Depressione18
  • Trattamento della cefalea e dell’emicrania19 HIV/AIDS 20
  • Induzione del parto 21
  • Osteoartrite22

Le altre 5 revisioni conclusero che c’era modesta o assente evidenza a favore dell’Omeopatia:

  • Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza 23
  • Disordine da deficit dell’attenzione e iperattività 24
  • Cancro 25
  • Ritardata comparsa di indolenzimento muscolare 26
  • Prevenzione della cefalea e dell’emicrania 27

Arnica è stata oggetto di tre revisioni sistematiche. Due riscontrarono prove insufficienti per sostenere l’efficacia di questo medicamento,28,29 ma una meta-analisi di tre trial di Arnica nella chirurgia del ginocchio giunse alla conclusione che essa è efficace rispetto al placebo.30

Trials clinici randomizzati di omeopatia. Ricerche originali in letteratura

Una rassegna dei trials clinici in omeopatia pubblicati dal 1975 al 2000 individuò 93 studi comparativi dell’omeopatia rispetto al placebo o ad altro trattamento.31 Effetti positivi dell’omeopatia furono riscontrati in 50 trial. Le prove erano a favore di effetto positivo del trattamento omeopatico in:

  • rinite allergica,
  • diarrea infantile,
  • fibromialgia,
  • influenza,
  • dolore,
  • effetti collaterali della radio/chemioterapia,
  • distorsioni, infezioni delle vie respiratorie superiori.

Nell’esaminare 12 revisioni sistematiche di omeopatia per specifiche condizioni mediche, Jonas et al. (2003) arrivarono a conclusioni simili: l’omeopatia può essere efficace nel trattamento di allergie, diarrea infantile, influenza e ileo post-chirurgico, ma non nel trattamento dell’emicrania, ritardata comparsa di indolenzimento muscolare o nella prevenzione dell’influenza.32

Singoli RCTs di omeopatia sono stati eseguiti in particolari area cliniche includenti: 

  • l’asma,33
  • sepsi con pericolo di vita,34
  • stomatite da chemioterapia,35
  • fibromialgia,36,37
  • sindrome da fatica cronica,38
  • sindrome premestruale,39
  • emorragie post-partum40 e
  • Arnica per varie condizioni cliniche.41,42
  • La maggior parte di questi trial ha fornito risultati positivi.

In alcune condizioni cliniche, sono stati effettuati sia RCTs sia studi osservazionali, che hanno fornito un quadro più completo del possibile ruolo dell’omeopatia. Tali condizioni includono: infezioni delle vie respiratorie superiori e dell’orecchio nei bambini,43,44,45 disordine da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD),46,47 ed omeopatia per sintomi correlati al trattamento del cancro.48,49,50

rassegna dei trials effettuati sull'omeopatia confrontata con il placebo. risultati positivi per allergie, diarrea infantile, influenza e ileo post-chirurgico

Costo efficacia dell’omeopatia 

Gli studi di costo-efficacia nei settori dell’assistenza primaria pubblica e assicurativa in Francia e Germania suggeriscono che l’integrazione dell’omeopatia si associa a migliori risultati per costi equivalenti.

Questi studi furono strutturati in maniera “quasi-sperimentale” (vale a dire: si confrontarono differenti trattamenti, ma i pazienti non furono assegnati in maniera randomizzata ai differenti tipi di trattamento).

Gli studi di costo-efficacia nei settori dell’assistenza primaria pubblica e assicurativa in Francia e Germania suggeriscono che l’integrazione dell’omeopatia si associa a migliori risultati per costi equivalenti

Witt e colleghi confrontarono i risultati ottenuti da medici di base omeopati e convenzionali in patologie croniche comunemente affrontate nella pratica medica (adulti: cefalea, sacralgia, depressione, insonnia, sinusiti; bambini: asma atopica, dermatite, rinite).51,52

  • 493 pazienti furono trattati da 101 omeopati e da 59 medici di base convenzionali. I pazienti trattati dai due gruppi di medici erano complessivamente simili. La conclusione fu che i pazienti che tentarono il trattamento omeopatico ebbero risultati migliori a parità di costo.
  • Alcuni degli stessi autori condussero uno studio di coorte della durata di 12 mesi confrontando il trattamento omeopatico e convenzionale dell’eczema infantile. I due gruppi ebbero miglioramenti simili nella percezione dei sintomi dell’eczema (valutati dai pazienti stessi o dai genitori) e nella qualità della vita correlata alla malattia.
  • Trichard et al.(53) confrontarono due approcci terapeutici (“strategia omeopatica” contro “strategia antibiotica”) usati nella pratica medica routinaria da medici di base allopati e omeopati nella gestione di rino-faringiti acute ricorrenti in 499 bambini di età compresa tra i 18 mesi e i 4 anni. (54)

493 pazienti furono trattati da 101 omeopati e da 59 medici di base convenzionali. I pazienti trattati dai due gruppi di medici erano complessivamente simili. La conclusione fu che i pazienti che tentarono il trattamento omeopatico ebbero risultati migliori a parità di costo..

Studi osservazionali Clinici 

Le aree cliniche in cui sono state condotte ricerche sull’omeopatia non corrispondono completamente a quelle per le quali essa è utilizzata nella pratica.

I motivi di ciò comprendono semplicità del modello (per esempio: il trattamento isopatico delle allergie è stato investigato in modo relativamente ampio perché è un modello semplice), convenienza e ragioni commerciali.

Nella pratica si fa ricorso all’omeopatia in problematiche cliniche quali, per esempio, condizioni dermatologiche o gastro-intestinali in cui c’è poco o nulla evidenza RCT. Però gli studi osservazionali prendono in considerazione ciò che accade al paziente che riceve un trattamento omeopatico.

Bristol Homoeopathic Hospital

Un esauriente studio osservazionale condotto al Bristol Homoeopathic Hospital ha interessato 6.500 pazienti con oltre 23.000 visite di controllo in un periodo di sei anni.55

  • Al follow-up, il 70% dei pazienti riferirono un miglioramento dello stato di salute,
  • il 50% un miglioramento molto marcato.
  • Le migliori risposte si registrarono nel trattamento dell’eczema infantile, dell’asma infantile e della malattia infiammatoria intestinale, della sindrome del colon irritabile, dei disturbi menopausali e dell’emicrania.

London Homoeopathic Hospital

Uno studio su 500 pazienti al Royal London Homoeopathic Hospital ha dimostrato che molti pazienti riescono a ridurre o sospendere la terapia convenzionale mentre seguono il trattamento omeopatico.56

La dimensione del risultato furono diverse a seconda della diagnosi: per esempio:

  • il 72% dei pazienti affetti da dermopatie riferì di essere riuscito a sospendere o ridurre la terapia convenzionale;
  • nessuna riduzione ci fu per i pazienti malati di cancro.
  • In entrambe queste indagini, la maggioranza dei pazienti stava soffrendo per condizioni difficili da trattare che non rispondevano ai trattamenti.57

Costi benefici

Alcuni studi osservazionali si sono indirizzati a valutare anche il problema dei costi. Per esempio, Frenkel & Hermoni riportarono che l’intervento omeopatico condusse a un modesto risparmio economico e a modeste riduzioni nell’uso di terapie comunemente utilizzate nel trattamento di condizioni allergiche e delle loro complicanze (58).

Un medico di base omeopata che esercitava in Londra registrò il costo dei medicinali omeopatici e calcolò il costo dei farmaci convenzionali che altrimenti avrebbe dovuto prescrivere per 100 pazienti.59

Il risparmio medio fu di 60 sterline per paziente. Le condizioni di salute della maggior parte dei pazienti migliorarono e i più non registrarono alcun effetto collaterale.

Costo efficacia dell’omeopatia 

Gli studi di costo-efficacia nei settori dell’assistenza primaria pubblica e assicurativa in Francia e Germania suggeriscono che l’integrazione dell’omeopatia si associa a migliori risultati per costi equivalenti. Questi studi furono strutturati in maniera “quasi-sperimentale” (vale a dire: si confrontarono differenti trattamenti, ma i pazienti non furono assegnati in maniera randomizzata ai differenti tipi di trattamento).

Gli studi di costo-efficacia nei settori dell’assistenza primaria pubblica e assicurativa in Francia e Germania suggeriscono che l’integrazione dell’omeopatia si associa a migliori risultati per costi equivalenti

Witt e colleghi confrontarono i risultati ottenuti da medici di base omeopati e convenzionali in patologie croniche comunemente affrontate nella pratica medica (adulti: cefalea, sacralgia, depressione, insonnia, sinusiti; bambini: asma atopica, dermatite, rinite).51,52

493 pazienti furono trattati da 101 omeopati e da 59 medici di base convenzionali. I pazienti trattati dai due gruppi di medici erano complessivamente simili. La conclusione fu che i pazienti che tentarono il trattamento omeopatico ebbero risultati migliori a parità di costo.

Alcuni degli stessi autori condussero uno studio di coorte della durata di 12 mesi confrontando il trattamento omeopatico e convenzionale dell’eczema infantile. I due gruppi ebbero miglioramenti simili nella percezione dei sintomi dell’eczema (valutati dai pazienti stessi o dai genitori) e nella qualità della vita correlata alla malattia.

Trichard et al.53 confrontarono due approcci terapeutici (“strategia omeopatica” contro “strategia antibiotica”) usati nella pratica medica routinaria da medici di base allopati e omeopati nella gestione di rino-faringiti acute ricorrenti in 499 bambini di età compresa tra i 18 mesi e i 4 anni.54

“Per concludere che l’omeopatia manca di effetti clinici è stato necessario ignorare più del 90% di tutti I trials disponibili”.

Sicurezza dei medicinali omeopatici

Le prove disponibili suggeriscono che la fiducia dei pazienti sulla sicurezza dell’omeopatia è giustificata: i rischi da prodotti omeopatici sono modesti in confronto con quelli dei farmaci convenzionali.60

Una revisione sistematica della sicurezza in omeopatia, includente un’indagine sulla bibliografia di lingua inglese tra il 1970 e il 1995, è giunta alle seguenti conclusioni:

  • i medicinali omeopatici possono provocare effetti avversi, ma questi sono in genere lievi e transitori;
  • gli effetti avversi dell’omeopatia non sono sotto-registrati; si sono verificati casi di scambi di identità lì dove fitoterapici sono stati descritti come medicinali omeopatici.61

I rischi principali associati all’Omeopatia sono indiretti, correlati più al prescrittore che al medicinale.62

In due studi, reazioni avverse furono osservate in approssimativamente il 2,7% dei pazienti;63,64 in un terzo studio, il 7,8% dei pazienti ebbe reazioni avverse, rispetto al 22,3% nel corrispondente gruppo sotto trattamento convenzionale.65

Ricerca scientifica di base 

Sebbene l’idea di base dell’omeopatia sia la similarità, la sua più controversa pretesa riguarda le proprietà delle diluizioni ultramolecolari. La Costante di Avogadro, il numero di particelle (atomi o molecole) in un grammo-mole di una sostanza, è nell’ordine di 1023. Nella terminologia omeopatica, 1023 corrisponde alla diluizione 23X o alla 12C.

Preparazioni omeopatiche meno diluite di queste contengono tracce materiali della sostanza originaria; per quelle in alte (ultramolecolari) diluizioni è inverosimile che sia così. A causa dell’assenza di un plausibile meccanismo d’azione delle diluizioni ultramolecolari, molti scienziati hanno una bassa conoscenza a priori bayesana nei confronti dell’omeopatia.

Per questa ragione, la ricerca scientifica di base è importante. La più diffusa ipotesi di spiegazione del meccanismo d’azione delle diluizioni omeopatiche si rifà agli effetti della memoria dell’acqua:

“in appropriate condizioni, l’acqua conserva informazioni sulle sostanze con cui è stata precedentemente in contatto e, quindi, può trasmettere tali informazioni a biosistemi presensibilizzati”.

  • Tecniche fisico-chimiche standard, (66,67),
  • la termo-luminiscenza, (68,69), 
  • la spettroscopia Raman e UV-VIS (70,71) e altre metodiche (72)

hanno dimostrato che l’acqua presenta vaste modificazioni nelle sue proprietà fisico-chimiche in funzione della sua storia. Resta da provare se tali modificazioni abbiano le caratteristiche per spiegare gli effetti dei medicinali omeopatici in vivo.73

  • Per Approfondire: “Memoria dell’Acqua? Ipotesi sul meccanismo d’azione dell’omeopatia“, i video del Seminario inter-universitario con A. Dei (Università di Firenze), prof. Emilio Del Giudice, già ricercatore INFN dell’Università di Milano, coautore di recenti lavori sulla memoria dell’acqua insieme al  premio Nobel Luc Montagnier, il prof. Roberto Righini, Dipartimento di Chimica dell’ Università di  Firenze, già Direttore del LENS, che all’ acqua ha dedicato gran parte del suo lavoro di ricercatore, il prof. Piero Dolara, già del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Firenze.

Il corpo principale delle ricerche su modelli biologici in omeopatia si basa su intossicazioni sperimentali.

Una revisione critica e una meta-analisi si focalizzarono su 135 esperimenti pubblicati in 105 articoli che indagavano sull’effetto protettivo di diluizioni omeopatiche verso tossine.74

Gli studi erano estremamente diversi e includevano molti modelli sperimentali differenti:

  • più del 70% degli studi di alta qualità registrarono effetti positivi.

Una più recente meta-analisi ha valutato 67 esperimenti biologici in-vitro in 75 pubblicazioni di ricerca e ha riscontrato che effetti di alte potenze sono stati registrati in quasi il 75% di tutti gli studi riprodotti; comunque, nessun risultato positivo fu stabile abbastanza da essere riprodotto da tutti gli investigatori.75

Una più recente meta-analisi ha valutato 67 esperimenti biologici in-vitro in 75 pubblicazioni di ricerca e ha riscontrato che effetti di alte potenze sono stati registrati in quasi il 75% di tutti gli studi riprodotti

  • Un esempio di una serie di esperimenti in-vitro in Omeopatia è il modello della risposta allergica ad anticorpi utilizzando il test della degranulazione dei basofili umani. Il primissimo studio registrò in maniera controversa l’inibizione della degranulazione con diluizioni ultra-molecolari di anti-IgE.76 Questi esperimenti iniziali non provarono di essere riproducibili.77,78

Successivi studi basti su un modello modificato, con utilizzo di ultra-molecolari diluizioni di istamina, hanno dimostrato risultati positivi. Questi risultati sono stati riprodotti in parecchi laboratori indipendenti,79,80,81 così come in una serie di esperimenti multicentrici.82

studi sperimentali sull'omeopatia basati sulla degranulazione dei basofili

Conclusioni

Considerato il suo vasto uso, l’Omeopatia è veramente un campo di ricerca sotto-esplorato, malgrado ciò è stato riportato un notevole numero di risultati positivi.

Revisioni sistematiche di RCTs di omeopatia nelle seguenti condizioni sono ampiamente positive:

  • diarrea infantile,
  • influenza (trattamento),
  • osteoartrite,
  • ileo post-chirurgico,
  • rinite allergica stagionale,
  • patologie reumatiche.

Ci sono prove in RCT ripetuti che l’Omeopatia può essere efficace nella

  • diarrea infantile,
  • fibromi algia,
  • influenza,
  • emicrania,
  • osteoartrite,
  • otite media,
  • vertigine,
  • rinite allergica stagionale.

infografica studi omeopatia. per quali sintomi l'omeopatia si è dimostrata efficace sulla base di Revisioni sistematiche di RCTs

C’è anche evidenza da singoli RCTs che l’Omeopatia può essere efficace nella

  • sindrome da fatica cronica,
  • sindrome premestruale,
  • emorragia post-partum,
  • sepsi,
  • stomatite,
  • sintomi correlati al trattamento del cancro e
  • nell’ADHD.

Studi osservazionali di costo-efficacia, controllati ma non randomizzati, danno ovunque risultati positivi, spesso in condizioni che non rispondono ai trattamenti convenzionali.57,83

L’ostacolo principale all’accettazione dell’Omeopatia dal mondo scientifico risiede nel suo far uso di diluizioni altissime “ultra-molecolari”. L’ipotesi principale per spiegare gli effetti di tali diluizioni è centrata sull’immagazzinamento di informazioni da parte della soluzione acquosa: la fisica ha fornito prove di specifiche modificazioni della struttura dell’acqua, indotte dal processo di preparazione omeopatico, che potrebbe essere capace di immagazzinare informazioni.

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