Paracetamolo e glutatione: perché il paracetamolo consuma il glutatione

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Il paracetamolo consuma glutatione perché il fegato lo usa per neutralizzare il NAPQI, un sottoprodotto tossico che si forma ogni volta che il paracetamolo viene trasformato. Alle dosi giuste il glutatione basta e il paracetamolo è un farmaco sicuro; quando se ne prende troppo, le riserve di glutatione del fegato si esauriscono, ed è lì che comincia il danno. Per questo l’antidoto all’intossicazione da paracetamolo è la N-acetilcisteina, che serve proprio a ricostruire il glutatione.

Il tema è arrivato nella diretta di Vanda del 28 ottobre 2026 sugli errori che in inverno abbassano le difese. Il conduttore ha descritto una scena che molti conoscono: a 38 di febbre ci si riempie di paracetamolo. La risposta del dottor Giuseppe Di Fede, fondatore e direttore sanitario dell’IMBIO, l’Istituto di Medicina Biologica di Milano: il paracetamolo «consuma le riserve di glutatione, e non è poco».

Il paracetamolo abbassa il glutatione?

Sì, una parte del glutatione del fegato viene usata ogni volta che si prende paracetamolo. La maggior parte del farmaco viene eliminata per altre vie, ma circa il 10% viene trasformato da un enzima del fegato, il citocromo CYP2E1, in NAPQI (N-acetil-p-benzochinone imina), una sostanza molto reattiva.

Alle dosi normali il NAPQI si lega subito al glutatione del fegato, diventa innocuo e viene eliminato con le urine. Il glutatione usato così va poi ricostruito.

Che cosa succede al glutatione con troppo paracetamolo?

Il fegato usa il glutatione per neutralizzare il NAPQI del paracetamolo

Quando la dose è troppo alta, le vie principali di eliminazione si saturano, si forma molto più NAPQI e il glutatione del fegato si esaurisce. Senza glutatione, il NAPQI si lega alle proteine delle cellule del fegato, soprattutto nei mitocondri, e le danneggia.

Una rassegna pubblicata nel 2016 sul Journal of Clinical and Translational Hepatology riporta che come soglia per il danno è stata proposta una riduzione del glutatione di circa il 70%, e che esiste una relazione chiara: meno glutatione c’è, più il paracetamolo diventa tossico.

Non è un caso raro: secondo la stessa rassegna, negli Stati Uniti il sovradosaggio di paracetamolo è la causa più comune di insufficienza epatica acuta.

Perché l’antidoto al paracetamolo è la N-acetilcisteina?

Perché la N-acetilcisteina (NAC) è un precursore del glutatione: porta al fegato la cisteina, l’aminoacido di cui ha bisogno per ricostruire le sue riserve. La stessa rassegna del 2016 la descrive come l’antidoto da dare subito in caso di intossicazione da paracetamolo, proprio perché ripristina e mantiene il glutatione del fegato.

È uno dei modi più chiari per vedere quanto conta il glutatione: quando il fegato lo esaurisce, la cura è ridargli le materie prime per produrlo.

Chi ha meno glutatione e rischia di più?

Le riserve di glutatione non sono uguali per tutti. La rassegna del 2016 indica alcune condizioni in cui il fegato ne ha meno o ne consuma di più:

  • alcol preso in modo abituale, che aumenta l’attività dell’enzima che produce il NAPQI e riduce le riserve e la produzione di glutatione;
  • cattiva nutrizione o digiuno prolungato, in cui le riserve si esauriscono facilmente;
  • alcuni farmaci, che stimolano gli enzimi del fegato o riducono il glutatione epatico, come gli oppioidi.

Se ti riconosci in una di queste situazioni, parlane con il medico prima di prendere paracetamolo in modo ripetuto.

Quanto paracetamolo si può prendere senza rischi?

Quello indicato nel foglietto illustrativo o dal medico, rispettando la dose massima e gli intervalli fra una dose e l’altra. Il paracetamolo, preso nelle giuste dosi, è un farmaco sicuro ed efficace.

Il rischio più comune è sommare senza accorgersene più prodotti: alcuni farmaci per l’influenza e il raffreddore contengono anch’essi paracetamolo. Prima di prenderne due insieme, leggi gli ingredienti.

Il paracetamolo si prende appena sale la febbre?

Su questo Di Fede, in diretta, ha dato la sua visione da medico: la febbre è un segnale che il sistema immunitario sta lavorando, e non va trattata come un nemico appena il termometro segna 37 e mezzo. Va gestita, non per forza azzerata. Ha aggiunto due cose precise: con la febbre molto alta il discorso cambia, e se dopo tre giorni la febbre fatica a scendere bisogna consultare il proprio medico, perché servono degli accertamenti.

Le decisioni sulla febbre, soprattutto nei bambini, spettano al medico o al pediatra.

Si può prendere il glutatione insieme al paracetamolo?

Sì. Secondo Di Fede il glutatione non interferisce con i farmaci. Il paracetamolo resta da prendere alle dosi indicate: in caso di sovradosaggio si va subito al pronto soccorso o si chiama il centro antiveleni.

Il glutatione, lo scudo dell’inverno

Il glutatione è una riserva che il corpo produce e consuma ogni giorno: la usa il paracetamolo, e la usa un’infezione. «Se gli porti via il glutatione, come facciamo a sostenere l’immunità e sconfiggere il germe o un virus?», ha detto Di Fede in diretta. «Il glutatione è per forza il nostro scudo dell’inverno, per definizione.»

In ogni capsula di Gsh-Va Glutatione ci sono 50 mg di glutatione ridotto, già pronto, insieme ai precursori con cui il corpo lo produce: la cistina, fonte della cisteina necessaria a costruirlo, e l’acido alfa-lipoico, che ne favorisce la sintesi e partecipa alla sua rigenerazione. Completano la formula vitamina C, vitamina E e selenio.

Gsh-Va Glutatione aiuta a combattere lo stress ossidativo e il danno che i radicali liberi provocano alle cellule, grazie a vitamina C, vitamina E e selenio, che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La vitamina C e il selenio contribuiscono inoltre alla normale funzione del sistema immunitario.

«Consiglio ai miei colleghi di utilizzare il GSH-VA per mantenere l’immunità attiva ed efficiente», ha detto il dottor Di Fede in un’intervista pubblicata sul nostro sito.

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Domande frequenti

Perché il paracetamolo consuma glutatione? Perché il fegato usa il glutatione per neutralizzare il NAPQI, il sottoprodotto tossico che si forma da una parte del paracetamolo. Ogni dose ne usa un po’, che poi va ricostruito.

Il paracetamolo alle dosi normali fa male al fegato? Alle dosi indicate il glutatione del fegato basta a neutralizzare il NAPQI, e il paracetamolo è un farmaco sicuro. Il danno arriva quando le dosi sono eccessive e il glutatione si esaurisce.

Che cos’è il NAPQI? È la N-acetil-p-benzochinone imina, il metabolita reattivo che il fegato produce da circa il 10% del paracetamolo. Il glutatione lo rende innocuo.

Perché in caso di intossicazione si dà la N-acetilcisteina? Perché è un precursore del glutatione: porta la cisteina che serve al fegato per ricostruire le riserve esaurite dal paracetamolo.

Alcol e paracetamolo sono un rischio? L’alcol preso in modo abituale aumenta la produzione di NAPQI e riduce il glutatione del fegato, quindi rende il paracetamolo più rischioso. Chi beve regolarmente ne parli con il medico.

Fonti

Avvertenze

Questo articolo non sostituisce il parere del medico. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini di età inferiore ai 3 anni. Le capsule sono controindicate in caso di accertata ipersensibilità a uno dei componenti.

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Speriamo che queste testimonianze vi offrano preziose informazioni e vi ispirino a continuare a esplorare le potenzialità del GSH-VA Glutatione nella pratica clinica. Buona visione!

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