Il glutatione preso per bocca si assorbe? Che cosa dicono gli studi

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Sì, il glutatione preso per bocca si assorbe in parte, e il suo livello nel sangue sale se lo si prende ogni giorno per un periodo. Lo mostra lo studio più lungo fatto finora, sei mesi su 54 adulti, e lo ha misurato il dottor Giuseppe Di Fede nei suoi pazienti con Gsh-Va Glutatione di Vanda. L’idea che «non si assorbe» viene da studi più vecchi e più brevi, con una sola dose o poche settimane.

La domanda arriva spesso con la risposta già data: «in farmacia mi hanno detto che il glutatione non si assorbe». Ci sono studi che lo dicono e studi che dicono il contrario, e hanno misurato cose diverse.

Perché si dice che il glutatione non si assorbe?

Perché il glutatione è un tripeptide, una piccola catena di tre aminoacidi (acido glutammico, cisteina e glicina), e nell’intestino e nel fegato ci sono enzimi che lo scompongono. Da qui l’idea che, preso per bocca, venga smontato prima di arrivare nel sangue.

Due studi hanno dato forza a questa idea.

  • Witschi e colleghi, 1992. Sette volontari sani hanno preso una sola dose di glutatione, circa 3 grammi. Nelle quattro ore e mezza successive il glutatione nel plasma non è aumentato in modo significativo. Gli autori conclusero che una dose singola non basta ad alzarlo.
  • Allen e Bradley, 2011. Quaranta adulti sani hanno preso 500 mg di glutatione due volte al giorno per quattro settimane, contro placebo. Il glutatione nei globuli rossi non è cambiato.

Sono studi veri, e dicono una cosa precisa: una dose sola, o un mese, non bastano a vedere la differenza nel sangue. Non dicono che cosa succede se lo si prende per mesi.

Che cosa dice lo studio più lungo sul glutatione per bocca?

Dice che il glutatione nel sangue sale. Nello studio di Richie e colleghi, pubblicato sullo European Journal of Nutrition nel 2015, 54 adulti sani non fumatori hanno preso 250 o 1.000 mg di glutatione al giorno, oppure un placebo, per sei mesi. Era uno studio randomizzato, in doppio cieco.

  • Il glutatione nel sangue è aumentato già dopo un mese, con tutte e due le dosi, ed è rimasto più alto a tre e a sei mesi.
  • A sei mesi, con la dose più alta, era cresciuto del 30-35% nei globuli rossi, nel plasma e nei linfociti.
  • Un mese dopo la sospensione i valori erano tornati come all’inizio.

Il risultato vale per il glutatione preso per bocca: arriva nel sangue, e serve costanza. Quando si smette, il livello torna dov’era.

Il glutatione di Gsh-Va si assorbe?

Il dottor Giuseppe Di Fede, fondatore e direttore sanitario dell’IMBIO, l’Istituto di Medicina Biologica di Milano, lo ha misurato nei suoi pazienti. In un’intervista pubblicata sul nostro sito ha raccontato: «Abbiamo misurato la biodisponibilità del glutatione nel sangue dei pazienti prima e dopo 30 giorni di assunzione del GSH-VA. I risultati hanno mostrato un aumento della biodisponibilità del glutatione ridotto e un aumento della superossido dismutasi, stimolata dal glutatione stesso.»

Nella diretta di Vanda del 28 ottobre 2026 una persona gli ha riportato proprio la frase della farmacia. La sua risposta: ha misurato il glutatione nel sangue a tempo zero e dopo 30 giorni, e l’assorbimento c’è. «Non ne puoi prendere quantitativi alti, ma si assorbe.»

Il glutatione sublinguale si assorbe meglio?

Le forme che si sciolgono in bocca sono studiate proprio per questo. Secondo Di Fede, il glutatione che si scioglie in bocca passa attraverso la mucosa: la molecola si separa sopra la mucosa e si ricompone sotto.

Uno studio pubblicato su Redox Biology nel 2015 (Schmitt e colleghi) ha confrontato per tre settimane 450 mg al giorno di glutatione in compresse sublinguali con la stessa dose in capsule di solo glutatione, in 20 adulti con sindrome metabolica. Con le compresse sublinguali il glutatione nel plasma è salito, con le capsule di solo glutatione no. Riguarda una compressa diversa dai nostri prodotti, ma spiega perché esistono le forme da sciogliere in bocca.

Per questo Vanda ha due forme: Gsh-Va Glutatione in capsule, con 50 mg di glutatione insieme a cistina e acido alfa-lipoico, e Gsh-Va Glutatione Boost Orosolubile, con 150 mg di glutatione in uno stick che si scioglie in bocca. Le differenze e come scegliere sono spiegate in Glutatione in capsule o orosolubile.

Perché nella capsula ci sono anche cistina e acido alfa-lipoico?

Gsh-Va Glutatione in capsule: 50 mg di glutatione ridotto con cistina e acido alfa-lipoico

Perché il glutatione il corpo lo costruisce da sé, e per costruirlo serve cisteina. La cistina è fatta di due molecole di cisteina unite, e l’organismo la usa come fonte di cisteina. L’acido alfa-lipoico favorisce la sintesi del glutatione e partecipa alla rigenerazione della sua forma attiva.

Così la capsula lavora su due fronti: porta glutatione già pronto e i precursori con cui il corpo ne produce di suo. «Ho scelto il GSH-VA perché ha un’elevata biodisponibilità e una formulazione semplice ma efficace, che include i precursori della produzione del glutatione, la cisteina e l’acido alfa lipoico», ha spiegato il dottor Di Fede in un’intervista pubblicata sul nostro sito.

Gsh-Va Glutatione aiuta a combattere lo stress ossidativo e il danno che i radicali liberi provocano alle cellule, grazie a vitamina C, vitamina E e selenio, che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La vitamina C e il selenio contribuiscono inoltre alla normale funzione del sistema immunitario.

Quanto tempo bisogna prenderlo?

Gli studi indicano che conta la continuità. Nello studio di Richie il glutatione nel sangue è salito dopo un mese ed è tornato al punto di partenza un mese dopo la sospensione. Di Fede, in diretta, ha spiegato che il glutatione «non si accumula: si consuma, si usa», e che le capsule le fa tenere per un periodo lungo, una al mattino.

La dose resta quella indicata in confezione: una capsula o uno stick al giorno.

Prova le capsule gratis

«I pazienti trattati con GSH-VA riportano miglioramenti in diversi ambiti, come la pelle, il benessere generale, l’aumento dell’energia, delle capacità cognitive e del sistema immunitario», racconta il dottor Di Fede.

Se vuoi cominciare dalla forma da prendere ogni mattina, puoi provarla prima di acquistarla. Il campione gratuito di Gsh-Va Glutatione è in capsule: non paghi nulla, nemmeno la spedizione. Un campione per persona.

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Domande frequenti

Il glutatione orale serve a qualcosa se viene digerito? Una parte viene scomposta, ma una parte arriva nel sangue: nello studio di sei mesi di Richie il glutatione nel sangue è salito del 30-35% con la dose più alta. Il risultato si vede con l’uso quotidiano, non con una dose sola.

Perché alcuni studi dicono che non si assorbe? Perché hanno misurato una sola dose (Witschi, 1992) o quattro settimane (Allen e Bradley, 2011). Lo studio più lungo, di sei mesi, ha trovato un aumento già dopo un mese.

Meglio il glutatione sublinguale o in capsule? Le forme che si sciolgono in bocca passano attraverso la mucosa, e uno studio piccolo le ha trovate più efficaci di capsule di solo glutatione. Le capsule di Gsh-Va però hanno un’altra formula, con cistina e acido alfa-lipoico. La scelta dipende soprattutto da come deglutisci e dal tuo stomaco.

Dopo quanto tempo sale il glutatione nel sangue? Nello studio di Richie, dopo un mese di assunzione quotidiana. Un mese dopo la sospensione era tornato ai valori di partenza.

Il glutatione si accumula se lo prendo a lungo? No. Il corpo lo consuma. La dose indicata è una capsula o uno stick al giorno, e non va superata.

Fonti

Avvertenze

Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini di età inferiore ai 3 anni. Le capsule sono controindicate in caso di accertata ipersensibilità a uno dei componenti.

Uso del GSH-VA Glutatione: Racconti di Successo dai Professionisti della Salute

A seguire troverai una playlist di testimonianze di professionisti della salute che condividono le loro esperienze cliniche sull'utilizzo del GSH-VA Glutatione. Questa serie di video offre un'opportunità unica per approfondire l'impatto del GSH-VA Glutatione in diversi contesti medici e comprendere come i medici lo utilizzino per migliorare la qualità di vita dei loro pazienti.

Attraverso queste testimonianze, potrete ascoltare le storie di successo, i risultati ottenuti e le sfide affrontate dai professionisti della salute nel loro percorso per integrare il GSH-VA Glutatione nelle loro pratiche quotidiane. Questa playlist è un'ottima risorsa sia per i medici che desiderano saperne di più sull'utilizzo del GSH-VA Glutatione, sia per i pazienti interessati a conoscere le esperienze di altri nel campo.

Per i pazienti che desiderano intraprendere un'integrazione di glutatione, vi invitiamo a consultare un medico esperto presente in questa playlist, in modo da ricevere un supporto adeguato e non curarsi da soli.

Speriamo che queste testimonianze vi offrano preziose informazioni e vi ispirino a continuare a esplorare le potenzialità del GSH-VA Glutatione nella pratica clinica. Buona visione!

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