Le padelle antiaderenti graffiate possono rilasciare particelle del loro rivestimento in PTFE, il Teflon: uno studio del 2022 ne ha stimate da migliaia a milioni in una cottura simulata. La carta forno è rivestita di un sottile strato di silicone e, nei controlli delle autorità tedesche, non ha mostrato rischi. Le bustine del tè in plastica rilasciano microplastiche nell’acqua calda, ma molte meno di quanto si è letto: fra 5.800 e 20.400 particelle per bustina secondo l’istituto tedesco per la valutazione del rischio (BfR).
Sono tre oggetti che usi ogni giorno, e su ciascuno girano numeri molto diversi. Qui trovi che cosa dicono gli studi e le autorità, con i loro limiti, e che cosa puoi fare.
Le padelle antiaderenti fanno male?
Il rischio maggiore viene dalle padelle graffiate. Il rivestimento antiaderente della maggior parte delle padelle è in PTFE, il materiale noto come Teflon. Uno studio pubblicato su Science of the Total Environment nel 2022 (Luo e colleghi) ha analizzato la superficie di diverse padelle antiaderenti e ha stimato che, durante una cottura simulata, una superficie graffiata potrebbe rilasciare da migliaia a milioni di micro e nanoparticelle di Teflon.
Lo studio misura il rilascio, non gli effetti sulla salute di chi mangia.
Le padelle antiaderenti graffiate vanno buttate?

Se il rivestimento è graffiato o si stacca, è il segnale che sta rilasciando particelle: è il caso descritto dallo studio del 2022. Per non graffiarle, usa utensili di legno o di silicone invece che di metallo.
La carta forno è sicura?
Secondo i controlli dell’ufficio per la tutela dei consumatori della Bassa Sassonia (LAVES), sì. La carta forno è fatta di fibre di cellulosa molto compatte, coperte da uno strato sottilissimo di silicone che impedisce all’impasto di attaccarsi.
Nel 2025 il LAVES ha analizzato 15 carte forno per friggitrice ad aria alla ricerca di PFAS, le sostanze per- e polifluorurate: tre avevano tracce minime, tutte sotto i limiti in vigore. L’ente conclude che la carta forno si può usare senza preoccupazioni per i PFAS, perché quelle sostanze restano legate al polimero e non passano nel cibo.
L’indicazione pratica da seguire è sulla confezione: la carta forno va usata fino a 220 °C.
Le bustine del tè rilasciano microplastiche?

Quelle di plastica sì. Alcune bustine sono fatte di nylon o di PET invece che di carta. Uno studio del 2019 (Hernandez e colleghi, Environmental Science & Technology) aveva stimato che una bustina in infusione a 95 °C rilasciasse circa 11,6 miliardi di microplastiche e 3,1 miliardi di nanoplastiche.
Nel 2025 il BfR ha rivalutato quello studio e lo ha criticato: secondo l’istituto, gran parte delle particelle contate erano probabilmente frammenti corti di plastica che si depositano quando il campione viene essiccato, non microplastiche vere. Nelle sue misure il BfR ha trovato fra 5.800 e 20.400 particelle di microplastica per bustina, da cento a mille volte meno.
Le microplastiche delle bustine fanno male?
Secondo il BfR, in base alle conoscenze attuali è improbabile che le microplastiche negli alimenti siano un rischio per la salute, ma i dati non bastano ancora per una valutazione completa dei loro effetti sull’intestino e sull’organismo.
In laboratorio, cellule intestinali esposte a concentrazioni elevate di microparticelle di nylon hanno mostrato un aumento delle sostanze ossidanti, senza danni al DNA (Huovinen e colleghi, Toxicology Letters 2026). Sono quantità più alte di quelle di una tazza di tè, su cellule in coltura.
Come ridurre microplastiche e residui in cucina
- Preferisci il tè sfuso o le bustine di carta, e controlla il materiale sulla confezione.
- Usa utensili di legno o di silicone sulle padelle antiaderenti e sostituisci quelle con il rivestimento rovinato.
- Usa la carta forno entro la temperatura indicata, di solito 220 °C.
Che cosa c’entra il glutatione
Nelle cellule le sostanze ossidanti si formano ogni giorno, con il normale metabolismo e con quello che arriva da fuori. Il glutatione è uno degli antiossidanti che il corpo produce da sé per neutralizzarle: quando lavora si ossida, e il corpo lo rigenera o ne produce di nuovo. È la difesa che lavora ogni giorno, qualunque sia l’origine delle sostanze ossidanti: il metabolismo, l’aria, quello che arriva nel piatto.
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Domande frequenti
Le padelle antiaderenti graffiate fanno male? Uno studio del 2022 ha stimato che una superficie graffiata in PTFE può rilasciare da migliaia a milioni di particelle durante la cottura. Lo studio non misura effetti sulla salute; un rivestimento rovinato è comunque il momento di cambiare padella.
Quante microplastiche rilascia una bustina del tè? Secondo le misure del BfR, fra 5.800 e 20.400 particelle per bustina di plastica. La stima di miliardi dello studio del 2019 è stata contestata dallo stesso BfR.
Come capisco se una bustina del tè è di plastica? La composizione cambia da prodotto a prodotto: il modo sicuro è leggere il materiale sulla confezione o scegliere tè sfuso.
La carta forno rilascia PFAS? Nei controlli del LAVES del 2025 tre carte forno su 15 avevano tracce minime di PFAS, sotto i limiti; secondo l’ente restano legate al materiale e non passano nel cibo.
Che cosa fa il glutatione contro le sostanze ossidanti? Le neutralizza: è uno degli antiossidanti che il corpo produce da sé. Quando lavora si ossida, e il corpo lo rigenera o ne produce di nuovo a partire dalla cisteina.
Fonti
- Luo Y. e coll., Raman imaging for the identification of Teflon microplastics and nanoplastics released from non-stick cookware, Science of the Total Environment 2022;851:158293
- LAVES, Backpapiere und Backformen gesundheitlich unbedenklich
- Hernandez L.M. e coll., Plastic Teabags Release Billions of Microparticles and Nanoparticles into Tea, Environmental Science & Technology 2019;53(21):12300-12310
- BfR, BfR assesses study on tea bags and microplastic particles, comunicazione 029/2025
- Huovinen e coll., Toxicology Letters 2026
- Gsh-Va Glutatione 60 capsule, scheda prodotto
Avvertenze
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini di età inferiore ai 3 anni. Le capsule sono controindicate in caso di accertata ipersensibilità a uno dei componenti.















