Gsh-Va Glutatione di Vanda si prende in due forme: le capsule, con 50 mg di glutatione insieme a cistina, acido alfa-lipoico, vitamina C, vitamina E e selenio, e le bustine orosolubili Gsh-Va Glutatione Boost, con 150 mg di glutatione, vitamina C, zinco e selenio. Nessuna delle due è migliore in assoluto: sono due formule diverse, e la scelta dipende da come deglutisci, da quanto è delicato il tuo stomaco e da quanto glutatione vuoi trovare in una dose.
In molti ce lo chiedono, e la stessa domanda è arrivata in diretta al dottor Giuseppe Di Fede, fondatore e direttore sanitario dell’IMBIO, l’Istituto di Medicina Biologica di Milano: che differenza c’è tra la bustina e la capsula? La sua risposta è che le due forme sono equivalenti. Cambiano la composizione e il modo di prenderle.
Per scegliere ti servono tre cose: sapere che cosa contiene ciascuna forma, capire come reagisci tu alla capsula e sapere quando prenderla. Le capsule, poi, puoi provarle gratis prima di decidere.
Che differenza c’è tra glutatione in capsule e orosolubile?

La differenza sta nella formula e nel modo di assumerla. La capsula contiene meno glutatione, 50 mg, ma lo accompagna con due sostanze che la bustina non ha, cistina e acido alfa-lipoico. La bustina ne contiene il triplo, 150 mg, e si scioglie direttamente in bocca.
| Per dose giornaliera | Gsh-Va Glutatione, capsule | Gsh-Va Glutatione Boost, bustine orosolubili |
|---|---|---|
| Glutatione ridotto | 50 mg | 150 mg |
| Cistina | 65 mg | |
| Acido alfa-lipoico | 112,5 mg | |
| Vitamina C | 50 mg | 50 mg |
| Vitamina E | 36 mg | |
| Zinco | 10 mg | |
| Selenio | 20 mcg | 100 mcg |
| Dose | 1 capsula al giorno | 1 stick al giorno |
| Confezione | 60 capsule gastroresistenti in blister, due mesi | 30 stick da 2,5 g, un mese |
Sono due idee diverse. Nella capsula il glutatione già pronto sta insieme ad alcune materie prime del suo ciclo; nella bustina c’è più glutatione, e lo zinco al posto della vitamina E.
Gsh-Va Glutatione aiuta a combattere lo stress ossidativo e il danno che i radicali liberi provocano alle cellule, grazie a vitamina C, vitamina E e selenio, che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La vitamina C e il selenio contribuiscono inoltre alla normale funzione del sistema immunitario. Nelle bustine vitamina C, zinco e selenio contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e alla normale funzione del sistema immunitario.
Perché nella capsula ci sono cistina e acido alfa-lipoico?
Il glutatione è un tripeptide: una piccola catena di tre aminoacidi, acido glutammico, cisteina e glicina. Il corpo lo costruisce da sé, e quando il glutatione lavora contro le sostanze ossidanti cambia forma: per tornare utilizzabile deve essere rigenerato.
Per costruirlo serve cisteina. La cistina è fatta di due molecole di cisteina unite, e l’organismo la usa proprio come fonte di cisteina. L’acido alfa-lipoico partecipa invece alla rigenerazione del glutatione ridotto, la forma attiva.
Per questo la formula delle capsule di Gsh-Va mette accanto ai 50 mg di glutatione la cistina e l’acido alfa-lipoico: il glutatione già pronto e alcuni dei mattoni del suo ciclo, nella stessa capsula. Quando confronti le due forme, quindi, i milligrammi di glutatione non sono l’unica cosa da guardare.
Perché esiste una forma che si scioglie in bocca?
La bustina è nata prima di tutto per chi fa fatica a mandare giù le capsule. Lo ha spiegato Di Fede nella diretta di Vanda del 28 ottobre 2026: diverse persone hanno difficoltà a deglutire, e per loro serviva un’altra strada. La polvere dello stick si scioglie direttamente sulla lingua, anche senz’acqua, oppure in un bicchiere d’acqua da 150 ml. È la forma più comoda quando sei fuori casa.
C’è poi una ragione di assorbimento. Secondo Di Fede, il glutatione che si scioglie in bocca passa attraverso la mucosa: la molecola si separa sopra la mucosa e si ricompone sotto.
Le forme che si sciolgono in bocca sono studiate anche per questo. In uno studio pubblicato su Redox Biology nel 2015, venti adulti fra i 38 e i 67 anni hanno preso per tre settimane 450 mg al giorno di glutatione in compresse sublinguali e, in un altro periodo, la stessa dose in capsule di solo glutatione. Con le compresse sublinguali il glutatione nel plasma è aumentato; con le capsule di solo glutatione no. È uno studio piccolo, finanziato dal produttore della compressa, su un prodotto diverso dal Boost. Le capsule di Gsh-Va hanno un’altra formula, con cistina e acido alfa-lipoico, e quel confronto non le riguarda.
Il glutatione preso per bocca si assorbe?
Sì, una parte si assorbe, e c’è chi l’ha misurato. È vero che stomaco e intestino ne scompongono una quota, ed è da qui che nasce l’idea che il glutatione per bocca non serva a nulla. In quella frase c’è una parte giusta e una parte sbagliata.
Sul glutatione di Vanda, Di Fede ha raccontato in un’intervista pubblicata sul nostro sito: «Abbiamo misurato la biodisponibilità del glutatione nel sangue dei pazienti prima e dopo 30 giorni di assunzione del GSH-VA. I risultati hanno mostrato un aumento della biodisponibilità del glutatione ridotto e un aumento della superossido dismutasi, stimolata dal glutatione stesso.»
Anche la ricerca indipendente lo ha verificato. In uno studio randomizzato e controllato con placebo pubblicato sullo European Journal of Nutrition, 54 adulti sani hanno preso 250 o 1.000 mg di glutatione al giorno per sei mesi: il glutatione nel sangue è salito già dopo un mese e, con la dose più alta, è cresciuto del 30-35% nei globuli rossi, nel plasma e nei linfociti. Un mese dopo la sospensione i valori erano tornati come all’inizio. Sono dosi più alte di quelle di Gsh-Va, e lo studio non riguarda i nostri prodotti: dice che il glutatione preso per bocca arriva nel sangue.
Glutatione: quale scegliere?
Scegli in base a come lo prendi tu, ogni giorno. Il criterio più semplice è come stai quando deglutisci una capsula.
Scegli le capsule se: – deglutisci le capsule senza problemi; – cerchi una forma da prendere ogni giorno, a lungo, una volta al mattino; – vuoi la formula con cistina, acido alfa-lipoico e vitamina E; – preferisci una confezione che dura due mesi.
Scegli la bustina se: – fai fatica a mandare giù capsule e compresse; – hai lo stomaco delicato: secondo Di Fede, a chi ha lo stomaco sensibile la capsula può dare un po’ di fastidio, mentre la bustina no, perché si scioglie sulla lingua; – sei spesso fuori casa e vuoi qualcosa da prendere anche senz’acqua; – vuoi trovare più glutatione in una sola dose, 150 mg.
Si possono usare tutte e due?
Sì, e non si fanno concorrenza. Di Fede, in diretta, ha raccontato di far cominciare spesso con la bustina, per partire con una quantità di glutatione più alta, e di passare poi alle capsule, da tenere per un periodo lungo. In entrambi i casi la dose è quella indicata in confezione: una capsula o uno stick al giorno.
Meglio la mattina o la sera? A stomaco pieno o vuoto?
Meglio la mattina, anche a stomaco vuoto. «Indubbiamente la mattina. La mattina è perfetta, al risveglio, anche a digiuno, poco prima di colazione», ha risposto Di Fede in diretta. La dose è una capsula al giorno, oppure uno stick, da sciogliere in bocca o in un bicchiere d’acqua.
Se temi di accumularne troppo: «Considerate che il glutatione non si accumula: si consuma, si usa.» La dose resta comunque una al giorno.
Che sapore ha la bustina?
Il glutatione contiene zolfo, e da solo avrebbe l’odore e il sapore che ricordano l’acqua termale solforata. Per questo nella bustina ci sono un aroma, lo xilitolo e un edulcorante, il sucralosio. Di Fede, in diretta, ha spiegato che servono proprio a renderla gradevole, e che le quantità sono minime.
Prova le capsule prima di scegliere
Se deglutisci senza problemi e cerchi una forma da prendere ogni mattina, comincia dalle capsule: sono la formula con cistina e acido alfa-lipoico, e quella che Di Fede fa tenere più a lungo. «Ho scelto il GSH-VA perché ha un’elevata biodisponibilità e una formulazione semplice ma efficace, che include i precursori della produzione del glutatione, la cisteina e l’acido alfa lipoico», ha spiegato il dottor Di Fede in un’intervista pubblicata sul nostro sito.
Puoi provarle prima di acquistarle con il campione gratuito di Gsh-Va Glutatione: non paghi nulla, nemmeno la spedizione. Un campione per persona.
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Se hai già scelto la bustina, trovi Gsh-Va Glutatione Boost Orosolubile sullo store di Vanda.
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Domande frequenti
Quale contiene più glutatione, la capsula o la bustina? La bustina: 150 mg per stick, contro i 50 mg della capsula. La capsula però contiene anche cistina e acido alfa-lipoico, che la bustina non ha.
Capsule e bustine sono equivalenti? Per Di Fede sì: cambiano la composizione e il modo di prenderle. Si sceglie in base a come si deglutisce, allo stomaco e alle proprie abitudini.
La bustina si può sciogliere nell’acqua? Sì. Il contenuto dello stick si scioglie direttamente in bocca oppure in 150 ml d’acqua.
Se ne può prendere troppo? Il glutatione non si accumula: il corpo lo consuma. La dose indicata è una capsula o uno stick al giorno, e non va superata.
Il campione gratuito è in capsule o in bustine? In capsule. È gratuito, spedizione compresa, uno per persona.
Fonti
- Gsh-Va Glutatione 60 capsule, scheda prodotto
- Gsh-Va Glutatione Boost Orosolubile, scheda prodotto
- Diretta Vanda «Gli errori che in inverno abbassano le difese», con Giuseppe Di Fede, 28 ottobre 2026.
- Intervista a Giuseppe Di Fede, aprile 2023
- Schmitt B. e coll., Effects of N-acetylcysteine, oral glutathione (GSH) and a novel sublingual form of GSH on oxidative stress markers: a comparative crossover study, Redox Biology 2015;6:198-205
- Richie J.P. Jr e coll., Randomized controlled trial of oral glutathione supplementation on body stores of glutathione, European Journal of Nutrition 2015;54(2):251-263
Avvertenze
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini di età inferiore ai 3 anni. Gsh-Va Glutatione Boost Orosolubile è destinato agli adulti. Le capsule sono controindicate in caso di accertata ipersensibilità a uno dei componenti.













