Organon dell'arte di Guarire di Samuel Hahnemann
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Organon dell’Arte di Guarire

Questo è il quarto di 5 articoli di approfondimento sull’omeopatia.

  1. Cos’è l’omeopatia? Principi fondamentali: la legge dei simili
  2. Omeopatia, i principi fondamentali: il rimedio omeopatico
  3. Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica: Samuel Hahnemann
  4. Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica: Organon dell’Arte di Guarire
  5. Organon dell’arte di guarire. Seconda Parte

Incipit dell’Organon

L’Organon è scritto come serie di 291 paragrafi ed inizia con queste affermazioni:

“Scopo principale ed unico del medico è di rendere sani i malati ossia, come si dice, di guarirli”,

poi in una nota si legge:

“e non il congetturare ed erigere a sistemi (come hanno fatto molti medici, per desiderio di fama, sciupando forze e tempo) vuote idee ed ipotesi sull’intima essenza dei processi vitali, tutto per sbalordire gli ignoranti, mentre il mondo dei malati gemente chiede invano aiuto.”

L’esordio dell’Organon dell’arte di guarire

Queste frasi manifestano realmente l’obiettivo principale di Hahnemann, che fu sempre attivamente impegnato nella pratica medica, ed anche il suo carattere battagliero e poco diplomatico, carattere che contribuì non poco ad attirargli ben presto l’ostracismo di buona parte della classe medica del tempo.

infografica organon dell'arte di guarireL’intima essenza dei processi vitali

La affermazione della prevalenza dell’interesse pratico sulla costruzione di teorie ed ipotesi “sull’intima essenza dei processi vitali” si può spiegare sulla base della arretratezza scientifica del tempo (inizi dell’ottocento), in cui veramente poco si conosceva di tali processi.

D’altra parte, una simile affermazione potrebbe apparire del tutto anti-scientifica: non è accettabile, per uno scienziato, la rinuncia a capire i meccanismi di base dei processi vitali.

In realtà, la più probabile interpretazione di questo primo paragrafo è che Hahnemann non rifiutasse lo studio delle leggi naturali che regolano il funzionamento dei processi vitali, perché tutto il resto dell’opera dimostra un notevole sforzo razionale e investigativo, l’unico approccio che consenta di fare una terapia efficace e consapevole.

L’autore, evidentemente, voleva sottolineare che “l’intima essenza” dei processi vitali non è conoscibile, ed in questo senso la sua affermazione pare quanto mai moderna, alla luce delle scoperte sulla complessità biologica e sui sistemi caotici.

E’ probabile che l’autore intendesse anche criticare quanti nella medicina si limitavano a costruire ipotesi e teorie che, mentre si mostravano complicate e stupefacenti, erano di una assoluta inutilità pratica nel risolvere i problemi dei malati.

Organon dell’arte di guarire: capire le malattie

Nel terzo paragrafo si legge:

“Se il medico capisce la malattia, ossia sa che cosa si deve guarire nei singoli casi di malattia (= riconoscimento della malattia); se il medico sa chiaramente quello che nelle medicine, anzi in ogni singolo medicamento v’è che guarisce (= conoscenza del potere dei medicamenti); se sa adattare, con motivi fondati, il potere medicamentoso dei rimedi con quanto di sicuramente patologico ha riconosciuto nel malato, in modo da portare la guarigione sia per l’esattezza dell’indicazione del medicamento (= scelta del medicamento più opportuno e corrispondente al caso per il suo modo di azione), sia per l’esattezza della preparazione e della quantità (= dose giusta) e della sua ripetizione; se finalmente conosce gli ostacoli alla guarigione in ogni caso e sa rimuoverli, affinché la guarigione sia definitiva, allora egli opera utilmente e radicalmente ed è un vero terapeuta”.

infografica organon dell'arte di guarireIl medico deve essere anche un igienista

Nel quarto paragrafo:

“Egli è pure un igienista, se conosce le cause che disturbano la salute e determinano e mantengono le malattie e sa da esse preservare l’uomo sano”.

Queste citazioni non possono non essere oggi sottoscritte da qualsiasi medico ma, inserite nel quadro della medicina pre-scientifica ancora vigente a quel tempo, rappresentano una indubbia novità di approccio.

Razionalità del ragionamento omeopatico

Le premesse del ragionamento clinico di Hahnemann – e quindi dell’omeopatia – sono dichiaratamente razionali e logiche.

La forza vitale nell’Organon dell’arte di guarire

Il ragionamento dell’”Organon” procede nei paragrafi successivi con la affermazione che nello stato di salute dell’uomo è fondamentale la “forza vitale” e che la perturbazione di questo “principio dinamico interno” è responsabile della comparsa delle malattie, come viceversa “la restitutio ad integrum del principio vitale presuppone necessariamente il ritorno alla salute di tutto l’organismo”.

L’autore non ignorava certo l’esistenza degli agenti patogeni e conosceva bene i lavori dei suoi contemporanei tra cui Sydenham, Jenner ed altri (par. 38), ma poneva fortemente l’accento sui fattori legati al terreno, all’ospite, al soggetto.

Definizione di malattia

I paragrafi 29-31 definiscono chiaramente ciò che Hahnemann intende per malattia, e cioè “ogni malattia (non di spettanza della chirurgia) consiste in una perturbazione patologica dinamica della nostra forza vitale” (par. 29), mentre gli agenti patogeni costituiscono solo una causa scatenante:

“Le potenze nemiche sia psichiche che fisiche, che si chiamano agenti patogeni, non possiedono necessariamente la proprietà di rendere malato l’uomo. Noi per causa di loro ammaliamo soltanto quando il nostro organismo ne ha la disposizione e trovasi disarmato in modo che l’agente patogeno può intaccarlo, alterare e perturbare lo stato di salute e determinare sentimenti e funzioni anormali. Quindi gli agenti morbosi non fanno ammalare chiunque ad ogni tempo” (par. 31).

Anche di fronte a questo passaggio chiave della teoria omeopatica originale si rimane stupiti di come concetti che solo recentemente sono stati assunti dalle moderne scienze della patologia e dell’immunologia fossero stati così chiaramente intuiti ed espressi oltre 150 anni fa.

Le critiche del vitalismo hahnemanniano

Il concetto di “forza vitale” (par. 9-17) ha suscitato molte discussioni.

L’autore indubbiamente attribuiva alla forza vitale un’essenza “immateriale” (par. 10) ed egli, molto religioso, la chiamava anche “principio spirituale dinamico” (par. 16).

Tuttavia, non si devono confondere le sue affermazioni con un ricorso arbitrario alla metafisica.

Parlare di forza vitale come qualcosa di misterioso era, per quei tempi, nient’altro che prendere atto delle capacità di difesa e di guarigione dell’organismo, senza poterne dare una spiegazione in termini di fisiologia o di immunologia.

Lo stesso autore, in una nota al par. 31, dice:

“Denominando come malattia una depressione o una perturbazione dello stato dell’uomo non intendo affatto di dare una spiegazione metafisica della natura intima delle malattie…”.

La critica al vitalismo hahnemanniano risulta quindi anacronistica e mal impostata: la forza vitale non è altro che una metafora per indicare una capacità dinamica di autoregolazione indubbiamente esistente, di cui sono dotati gli esseri viventi ai fini di una migliore possibilità di sopravvivenza.

Che tale capacità sia semplicemente il frutto dell’evoluzione o sia, come dice Hahnemann (par. 17), un “dono del Creatore” è un problema analogo a quello riguardante le origini dell’universo e che, per le sue implicazioni filosofiche, supera i limiti dell’indagine scientifica.

Comunque, pur mantenendo ben distinte le questioni metafisiche da quelle scientifiche, resta fuori di dubbio che l’omeopatia rappresenti, sin dalle sue origini, un tipo di medicina molto aperto alle dimensioni superiori dell’uomo, che sempre trascendono ogni conquista del sapere e della scienza.

Lo stato di salute nell’Organon dell’arte di guarire

Lo stesso Hahnemann, infatti, afferma: “Nello stato di salute dell’uomo la forza vitale, vivificatrice e misteriosa, domina in modo assoluto e dinamico il corpo materiale e tiene tutte le sue parti in meravigliosa vita armonica di sensi ed attività, in modo che il nostro intelletto ragionevole si possa servire liberamente di questo strumento sano e vitale per gli scopi superiori della nostra esistenza” (par. 9 dell’Organon).

capitolo 9 organon hannhemannLa legge di similitudine

Nei paragrafi successivi (32-70) sono esposte le esperienze e le riflessioni che hanno condotto l’autore a formulare la legge di similitudine, definita “la grande e unica legge terapeutica della natura: guarire le malattie con rimedi determinanti sintomi simili a loro malattie” (par. 50).

Tali esperienze si basano sulle attente osservazioni del decorso di malattie naturali e delle interazioni tra malattie simili o diverse, sull’effetto delle vaccinazioni antivaiolose, sulle sperimentazioni di rimedi testati su sani e su malati, sulla constatazione delle deficienze dell’approccio allopatico (par. 54-61, una vera e propria requisitoria contro la terapia basata sulla legge di Galeno “contraria contrariis” e contro altre pratiche molto diffuse a quel tempo quali purghe e salassi, somministrazione di bevande alcooliche e di oppio).

Questo è il quarto di 5 articoli di approfondimento sull’omeopatia.

  1. Cos’è l’omeopatia? Principi fondamentali: la legge dei simili
  2. Omeopatia, i principi fondamentali: il rimedio omeopatico
  3. Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica: Samuel Hahnemann
  4. Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica: Organon dell’Arte di Guarire
  5. Organon dell’arte di guarire. Seconda Parte