Omeopatia e bambini. Polaroid dal Pianeta Omeopatia | Vanda
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Omeopatia e bambini. Polaroid dal Pianeta Omeopatia
Omeopatia e bambini. Polaroid dal Pianeta Omeopatia

Omeopatia e bambini. Polaroid dal Pianeta Omeopatia

Omeopatia e Bambini: premessa

Tutti conoscono la dialettica tra allopatia e omeopatia, pochi però sanno che l’omeopatia con la sua vasta teoria di approcci é tutt’altro che monolitica. Proveremo a fotografare questo frastagliato panorama con la Dott.ssa Ghione.

Dottoressa, tutti i grandi viaggi iniziano nello stesso modo, vale a dire con il primo passo. Qual’é stato il suo primo passo nel mondo dell’omeopatia?

Come medico so bene che la medicina é amara ma quando serve bisogna prenderla, tuttavia essendo anche una Pediatra non ho mai disperato di far mia la prospettiva di curare i miei pazienti riducendo al minimo gli effetti collaterali. In questo senso l’incontro con l’omeopatia era fatale, anche se devo ammettere che é avvenuto in modo molto casuale. Una sera ero a cena con dei colleghi che avevano frequentato i corsi triennali della Aiot e si erano trovati molto bene. Decisi di iniziare da lì il mio percorso formativo.

Poiché il panorama é molto balcanizzato, censire tutti i vari tipi di approcci dell’omeopatia sarebbe un impresa ardua. Ci limitiamo a riportare la distinzione tra unitaristi (omeopatia classica), pluralisti e complessisti. Tra questi approcci c’é dialogo o contrapposizione?

 Non manca la dialettica, a volte aspra anche se sempre molto costruttiva. Manca invece un Canone in assenza del quale la regola d’oro che mi sono data é di non avere una regola d’oro. Scelgo caso per caso tra complessi, che lavorano sul sintomo ma non sulle cause, e unitari, che lavorano sulle cause della patologia ma ignorando i sintomi. Quasi sempre scelgo nel segno della complementarità, usando il complesso per lavorare sul sintomo acuto e quando sono riuscita a sgomberare il campo dal sintomo acuto tento di intervenire sulle sue cause tramite l’ unitario, che mi permette di lavorare in profondità. Ma ripeto, non c’é una regola generale.

Omeopatia e problemi invernali dei bambini

Esiste una via omeopatica alla prevenzione in pediatria?

 Esiste, e io la prediligo. La consiglio in particolare alle mamme i cui bambini hanno un’età compresa tra i due e i quattro anni. Credo inoltra sia la strada più indicata per quei bambini che soffrono a causa delle fastidiose recidive infiammatorie di origine batterica/virale con più ricadute durante l’anno. Infezioni ORL, oppure influenzali.

 A proposito di mamme, un tempo quando i bambini avevano una patologia andavano dal medico che magari consigliava un prodotto. É vero che adesso vengono da Lei per chiederle se un tale prodotto va bene per la patologia del figlio?

 Si, é capitato anche a me. A questo proposito ci sono due aspetti, uno negativo e l’altro positivo. Quello negativo é relativo alla pericolosità dell’autodiagnosi, che un medico non dovrebbe mai avallare. L’altro positivo: la voglia delle mamme di tentare di capire e,una volta capito, di valutare in modo critico i vari trattamenti a cui sottoporre i loro figli.

 Una mia curiositá: ma, qualche volta, come dire, “ci prendono”?

 …Qualche volta. Ma, devo dire, spesso le domande che ricevo sono veramente molto precise e pertinenti. Forse é addirittura un nuovo aspetto della nostra professione: prima si intimava una cura, ora si aiuta a guarire anche aiutando il paziente a capire qual’è il suo problema. Lo trovo molto stimolante. Un buon medico a volte deve anche far capire ai suoi pazienti che non tutti i problemi si risolvono con le medicine.

Lei frequenta l’approccio omeopatico da molti anni, per quali patologie lo trova clinicamente più soddisfacente?

Risultati molto buoni li ottengo nei casi di Allergia da Acari, polveri e altri allergeni stagionali e non stagionali. Spesso con l’omeopatia riesco anche a eliminare l’antistaminico. Buoni risultati li ottengo inoltre sulle forme di Nuresi , di Infiammazioni delle Tonsille e su tutti quegli stati febbrili stagionali e non stagionali.

Dottoressa Ghione, La ringrazio di questa chiacchierata. Un ultima domanda: abbiamo iniziato dal passato, come vede il futuro?

Chesterton diceva che gli ottimisti sanno vedere in ogni difficoltà l’inizio di una nuova avventura. Da questo punto di vista noi medici siamo fortunati perché oggi le difficoltà sono le uniche cose che non mancano. Mi aspetto novità positive dalla medicina basata sull’integrazione di diverse discipline. Dalla medicina Accademica mi aspetto un’apertura sempre maggiore nei confronti dell’esperienza clinica maturata dai medici omeopati. E dall’omeopatia un robusto lavoro di ripulitura dei propri paradigmi. A questo proposito merita una speciale menzione anche il lavoro svolto dalla scuola SIOMI in collaborazione con l’Università di Firenze. E alla regione Toscana che proprio in questi giorni ha rinnovato l’impegno per l’ospedale di Pitigliano, il primo ospedale italiano di medicina integrata che nei suoi pochi anni di vita ha prodotto risultati interessantissimi sotto il profilo della diminuzione dei costi per l’acquisto di farmaci antiinfiammatori a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Una piccola realtá che produce dati di grande interesse. Nata in mezzo a tente difficoltà si sta rivelando una bella avventura. Sono curiosa di vedere come continuerà.

Francesco Mingioni